Colpo nell’hotel fantasma a Pompei, l’occhio del carabiniere sventa il saccheggio: tre in manette

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POMPEI – Sembrava un pomeriggio come tanti nella città mariana, scandito dal viavai dei turisti e dalla quiete delle strade residenziali. Ma il silenzio che avvolgeva un albergo dismesso da mesi in via della Salle, un gigante addormentato in attesa di un nuovo destino, è stato bruscamente interrotto da un tentativo di saccheggio, sventato grazie all’intuito di un militare dell’Arma e al rapido intervento dei suoi colleghi. In manette è finito un trio eterogeneo: un cittadino bulgaro, un uomo originario del casertano e un oplontino di Torre Annunziata, tutti accusati di concorso in tentato furto aggravato.

Tutto ha avuto inizio nel primo pomeriggio di oggi, 24 agosto 2026. Un carabiniere, libero dal servizio e di passaggio nella zona, ha notato qualcosa che non tornava. Il suo occhio, allenato a cogliere i dettagli fuori posto, è stato attratto da un movimento sospetto, un’ombra anomala all’interno della struttura alberghiera, ufficialmente chiusa e vuota. Nonostante l’edificio fosse in stato di abbandono, la sua sagoma imponente era diventata parte del paesaggio, e qualsiasi segno di vita al suo interno rappresentava un campanello d’allarme. Senza esitare un istante, il militare ha composto il 112, allertando la centrale operativa e fornendo una descrizione precisa di quanto stava accadendo. Invece di intervenire da solo, mettendo a rischio la propria incolumità e il buon esito dell’operazione, ha scelto di posizionarsi a distanza di sicurezza, attendendo l’arrivo dei rinforzi per fornire un supporto cruciale.

La macchina dell’Arma si è mossa con rapidità e precisione. In pochi minuti, sul posto sono confluite le pattuglie della stazione Carabinieri di Pompei, supportate da una squadra del Reggimento Campania. I militari hanno cinturato l’edificio, bloccando ogni possibile via di fuga, per poi fare irruzione. All’interno, lo scenario era quello di un saccheggio in pieno svolgimento. I tre uomini sono stati colti letteralmente con le mani nel sacco, sorpresi mentre rovistavano freneticamente tra le stanze ancora arredate.

Stavano passando al setaccio ogni cassetto, armadio e anfratto, alla ricerca di qualsiasi oggetto di valore potesse essere stato lasciato indietro: rame degli impianti elettrici, rubinetteria, piccoli elettrodomestici o forse qualche pezzo d’arredo rivendibile al mercato nero. La polvere che ricopriva ogni superficie era stata smossa dalla loro febbrile ricerca, testimonianza di un’azione determinata e pianificata.

Alla vista delle divise, i tre non hanno opposto resistenza. Bloccati e ammanettati, sono stati condotti in caserma per le procedure di rito e il fotosegnalamento. Il bulgaro, il casertano e l’oplontino, una “batteria” improvvisata proveniente da contesti e territori diversi, si sono ritrovati uniti dallo stesso destino. Ora si trovano reclusi nelle camere di sicurezza della compagnia di Torre Annunziata, in attesa dell’udienza di convalida davanti al giudice, al quale dovranno spiegare il perché della loro incursione. L’accusa, pesante, è di concorso in tentato furto aggravato, aggravato proprio dalla violazione di domicilio e dal fatto di aver agito in più persone. Le indagini proseguono per accertare se il trio possa essere responsabile di altri episodi simili avvenuti nella zona, dove gli edifici abbandonati diventano spesso preda di malintenzionati e “cacciatori” di metalli.

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