Alphadjo Cisse ha fatto il suo ingresso nel calcio che conta con un gol di pregevole fattura al suo esordio da titolare in Serie A con la maglia del Milan. Un momento che, per sua stessa ammissione, non avrebbe immaginato neanche in un sogno. Di nazionalità italiana e origini guineane, il giovane talento ha già espresso il desiderio di vestire un giorno la maglia azzurra.
La sua storia calcistica è iniziata a San Liberale, un quartiere di Treviso, con la maglia della Polisportiva Indomita 21, per poi proseguire nel settore giovanile del Giorgione. I suoi primi allenatori lo hanno descritto come un predestinato, un giocatore capace di calamitare l’attenzione e di fare la differenza fin da bambino.
Tra gli aneddoti più significativi, si racconta che già nei Pulcini prendesse palla nella propria area per poi correre a segnare. Un episodio emblematico della sua personalità è legato a una partita in cui, sfidato dal suo tecnico a segnare solo in rovesciata, realizzò tre gol tutti in acrobazia, dimostrando un carattere fuori dal comune.
Alle spalle del suo talento c’è una famiglia di lavoratori che gli ha trasmesso valori come l’umiltà e il sacrificio. Il padre, Saloussy, operaio, e la madre, Habibatou, cameriera in un hotel, hanno sempre sostenuto la sua passione, accompagnandolo agli allenamenti dopo lunghe giornate di lavoro.
L’attaccante ha raccontato di come i genitori non gli abbiano mai fatto mancare nulla, nonostante le difficoltà, e ha espresso un grande sogno: poter comprare loro una casa nuova e permettergli di smettere di lavorare. Un desiderio che testimonia il profondo legame con le sue radici.
I suoi modelli calcistici sono vari e prestigiosi: oltre a Lionel Messi, ha indicato in Lamine Yamal un punto di riferimento per l’ambizione e in Paul Pogba un’ispirazione per alcuni colpi tecnici. Il gol realizzato contro il Torino, in effetti, ha ricordato per movenze proprio il centrocampista francese nei suoi anni migliori.
Nel suo percorso di crescita, Cisse ha dovuto affrontare anche episodi di razzismo. Ha raccontato di aver scelto di non farsi condizionare dall’ignoranza, cercando di proteggere anche il fratello minore da esperienze simili e insegnandogli a non lasciarsi abbattere.
Lontano dal campo, Alphadjo è descritto come un ragazzo tranquillo, lontano dalla mondanità. I suoi passatempi sono quelli di un normale diciannovenne: serie TV, PlayStation e il tempo trascorso con gli amici. La sua semplicità è emersa anche in occasione del suo ultimo compleanno, festeggiato portando dei pasticcini ai compagni di squadra.
Infine, una curiosità sul suo nome, come lui stesso ha precisato: il cognome è Cisse e si pronuncia senza accento, esattamente come riportato sulla sua maglia numero 70. Un dettaglio che completa il profilo di un giovane calciatore che ha già conquistato l’attenzione di tifosi e addetti ai lavori.





