L’avventura del Torino in Coppa Italia si è interrotta. La squadra granata è stata eliminata dalla competizione dopo la sconfitta subita contro il Monza, che ha avuto la meglio al termine di una partita combattuta. Al fischio finale, il tecnico Ignazio Abate ha analizzato la prestazione dei suoi uomini con lucidità, riconoscendo i meriti degli avversari ma guardando già ai prossimi impegni con un misto di realismo e fiducia.
“Eravamo partiti bene, aggredendo alti nella prima mezz’ora”, ha spiegato l’allenatore. Questa fase iniziale, tuttavia, non è stata sufficiente per indirizzare la gara. “Poi è uscito il Monza, che ha preso in mano la partita e nel complesso ha meritato la vittoria”. Nessun alibi, dunque, ma una chiara ammissione della superiorità mostrata dagli avversari nel corso dei novanta minuti.
La partita è stata segnata anche da un episodio arbitrale che ha fatto discutere nel finale. Un calcio di rigore, inizialmente concesso al Torino nei minuti di recupero, è stato successivamente revocato in seguito a una revisione al Var. Abate ha commentato l’accaduto con diplomazia, pur non nascondendo la sua opinione. “L’episodio è molto simile a quello di Vlasic contro il Milan. Per me sono falli da fischiare, ma se questa è la nuova linea interpretativa, allora è giusto non assegnarlo”.
Una delle note più positive per il tecnico è la chiusura della finestra di calciomercato. “Per fortuna ora è finito e dobbiamo concentrarci solo sul campo”, ha sottolineato Abate, vedendo in questo un punto di svolta per la stagione. Senza le distrazioni legate a trattative e possibili trasferimenti, il gruppo potrà lavorare con maggiore serenità. L’obiettivo è chiaro: “Dobbiamo crescere e diventare squadra, il lavoro da fare è ancora lungo”.
Nonostante l’amarezza per l’eliminazione, l’allenatore ha individuato segnali incoraggianti per il futuro. “Sono contento per il rientro di ragazzi come Zapata e Anjorin”, ha dichiarato, riferendosi al recupero di giocatori importanti per gli equilibri della squadra. La presenza di nuovi acquisti, inoltre, apre a una fase inedita. “Ci sono tanti calciatori nuovi e da domani cominceremo a lavorare tutti insieme. Sarà come un nuovo inizio”.
La visione di Abate è proiettata sul lungo termine e punta a un cambiamento profondo, non solo tattico ma anche mentale. “Dobbiamo trovare la nostra strada”, ha concluso. Il progetto tecnico prevede di alzare il baricentro della squadra, ma per farlo è fondamentale “trovare stabilità nella fase difensiva e considerare le caratteristiche dei ragazzi presenti in rosa”. Un cantiere aperto, come ha lasciato intendere, ma con le idee chiare su come costruire il futuro del suo Torino.





