Fenerbahce, Guendouzi provoca il Lione: rissa in campo

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Cronache Mercato
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Il Fenerbahce ha conquistato un’importante qualificazione per la League Phase della Champions League, superando il Lione nel turno di playoff. Tuttavia, il successo sportivo è stato oscurato da un finale di partita estremamente teso, culminato in una rissa che ha visto protagonista il centrocampista Mattéo Guendouzi.

Al triplice fischio, mentre i giocatori turchi celebravano il passaggio del turno, l’ex mediano della Lazio ha scelto di provocare apertamente i rivali sconfitti. La sua storia di ex giocatore e idolo dell’Olympique Marsiglia, acerrima nemica del Lione, ha fatto da sfondo a un gesto che ha immediatamente infiammato gli animi.

Guendouzi ha mimato il segno distintivo del rapper marsigliese Jul, un simbolo fortemente identitario per i tifosi dell’OM e, di conseguenza, un affronto diretto per quelli del Lione. Il gesto, unito a un grido “Allez l’OM” (“Forza Marsiglia”) catturato dalle telecamere, ha scatenato la reazione furiosa dei giocatori di casa.

Diversi calciatori del Lione si sono avvicinati a Guendouzi per confrontarsi con lui, ma il dialogo è presto degenerato in uno scontro fisico. La rissa si è allargata rapidamente, coinvolgendo numerosi giocatori di entrambe le squadre sul terreno di gioco.

La tensione è proseguita anche all’interno del tunnel che porta agli spogliatoi. È stato necessario l’intervento degli staff tecnici e dei dirigenti per separare i contendenti e tentare di riportare un minimo di calma in una situazione ormai fuori controllo.

Nel post-partita, come riportato dall’emittente RMC Sport, Guendouzi ha voluto giustificare il suo comportamento, spiegando di aver reagito a un’atmosfera ostile. “Quando 60.000 persone insultano la tua famiglia, tua madre, persino i tuoi figli, prima ancora dell’inizio della partita, e nessuno allo stadio dice di tacere…” ha dichiarato il centrocampista.

Ha poi concluso con una domanda retorica: “Se vuoi provocare, si provoca in entrambi i sensi. Se non possiamo festeggiare come vogliamo, se non possiamo fare il segno JUL, dove andremo a finire!”. Le sue parole hanno descritto un clima avvelenato, evidenziando come la sua reazione sia stata una risposta a pesanti offese ricevute dal pubblico per tutta la durata dell’evento.

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