Elezioni a Castel Volturno, si muovono Marcello e Giancotti

Vorrebbero coinvolgere il centrosinistra e Petrella per costruire un’alternativa alla maggioranza uscente

62

CASTEL VOLTURNO – C’è, inevitabilmente, un vuoto politico. Uno spazio che si è aperto con la scelta di Pasquale Marrandino di dimettersi dopo che la Procura di Santa Maria Capua Vetere ha chiesto per lui l’arresto nell’ambito di una complessa inchiesta per corruzione. Ritenendo improbabile che l’ormai ex sindaco si ripresenti alle prossime elezioni, al di là di quale sarà l’esito della richiesta cautelare, si è creato uno spazio. E a tentare di occuparlo ci saranno altri, oltre a chi lo ha sostenuto e continua a dargli fiducia.

Tra questi ci sono due politici di esperienza: Lorenzo Marcello, già vicesindaco, e Domenico Mimmo Giancotti. Marcello, nel 2024, è stato assolto perché il fatto non sussiste, dopo un lungo processo, dall’accusa di concorso esterno nel clan dei Casalesi. Giancotti manca invece da incarichi amministrativi da tempo: l’ultima esperienza risale alla sindacatura di Antonio Scalzone. Ha però continuato a muoversi dietro le quinte di diversi progetti politici, tra cui (abbracciando la causa leghista) quello che portò alla vittoria di Luigi Umberto Petrella. A quanto pare, Marcello (che si era avvicinato a Casa Riformista) e Giancotti (che si sarebbe allontanato dal Carroccio) potrebbero essere le anime di una realtà capace di andare oltre i partiti. Il confine principale sarebbe quello di costruire un’alternativa all’area che sosteneva, e in parte sostiene ancora, Marrandino, provando a coinvolgere le realtà di centrosinistra e l’area che fa riferimento ad Anastasia Petrella. Ci riusciranno? Difficile dirlo ora.

Un altro volto noto della politica locale pronto a tornare in pista è quello di Antonio Scalzone. L’ex sindaco è stato assolto, nello stesso processo di Marcello e sempre perché il fatto non sussiste, dall’accusa di concorso esterno nel clan dei Casalesi.
Scalzone, però, avrebbe un progetto diverso dal suo ex co-imputato: diventare il riferimento, o comunque una parte attiva, di un nuovo centrodestra. Molto dipenderà anche dalla collocazione dei fedelissimi di Marrandino. Sostenitori che, se non troveranno in tempi brevi una guida capace di tenerli insieme, rischiano di dividersi e di confluire inevitabilmente in altre realtà politiche. Il tempo, in realtà, non manca. Quello che si sta delineando è quindi uno scenario destinato a cambiare ancora. E ancora. Marrandino, indagato, deve essere considerato innocente fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome