Diego Abatantuono ha espresso una netta presa di posizione sul calcio, manifestando delusione per l’attuale gestione del Milan e un nuovo entusiasmo per il progetto del Como. L’attore, da sempre tifoso rossonero, ha criticato la presidenza di Gerry Cardinale, tracciando un parallelo sfavorevole con l’era di Silvio Berlusconi. “L’unica cosa che hanno in comune è l’elicottero”, ha dichiarato Abatantuono, sottolineando una profonda differenza di visione e passione alla guida del club.
Secondo l’attore, la gestione attuale del Milan risponde a una logica puramente finanziaria che trascura il legame con i tifosi. “Un fondo fa gli interessi degli azionisti, però la squadra è dei tifosi”, ha spiegato, rimpiangendo figure di presidenti-appassionati come Berlusconi e Moratti. La critica si è estesa alle recenti decisioni strategiche, in particolare l’allontanamento di Paolo Maldini e Stefano Pioli. Queste mosse hanno segnato, a suo dire, l’inizio di un’era “aziendalista”, con figure che non agirebbero per il bene del club. “In Cardinale e Ibrahimovic non ho mai visto fare gli interessi del Milan”, ha affermato.
Questa disaffezione lo ha portato ad avvicinarsi al Como, squadra che segue con interesse da un paio d’anni. Ha lodato il gioco, l’allenatore e soprattutto la proprietà, evidenziando come il presidente stia investendo per la felicità della tifoseria. “Mi piace il progetto, mi piace l’allenatore, il presidente è mega ricco e ben venga”, ha commentato, apprezzando l’idea che la ricchezza possa essere usata per creare qualcosa di positivo per la comunità, come una squadra di calcio competitiva.
L’attore ha mostrato scetticismo anche sul mercato, ammettendo di non aver mai sentito nominare il nuovo allenatore prima del suo arrivo e di attendere i risultati sul campo prima di dare un giudizio definitivo sulla campagna acquisti.
Nel corso dell’intervista, rilasciata in occasione dell’uscita del suo film “Il Malloppo”, Abatantuono ha rievocato il suo legame storico con i colori rossoneri. Ha raccontato un aneddoto su Gianni Rivera, suo idolo d’infanzia, che abitava nel suo stesso palazzo. Ha ricordato con affetto quando il nonno teneva nel portafogli una foto del “Golden Boy” accanto a quella di Padre Pio, definendo il calciatore “un uomo che fa miracoli”.
Infine, ha espresso il suo rammarico per il progetto di demolizione dello stadio di San Siro, definendolo “uno scempio” e una decisione che ignora le vere priorità. Ha paragonato l’opera al Ponte sullo Stretto: un progetto grandioso in un contesto che necessiterebbe prima di altri interventi.



