AIA, Rocchi rompe il silenzio: ‘Mai favorito nessuno’

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Cronache Mercato
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L’ex designatore arbitrale della Serie A, Gianluca Rocchi, è tornato a parlare in seguito alla richiesta di archiviazione nell’inchiesta che lo ha visto coinvolto. In una recente intervista, ha descritto l’impatto devastante che la vicenda ha avuto sulla sua vita. “Mi è esplosa una bomba, stravolgendola. Mi sono sentito trasformato in un mezzo delinquente, ho conosciuto l’umiliazione e l’ho frequentata per mesi” ha dichiarato, definendo l’esperienza un incubo da cui spera di svegliarsi.

Ha raccontato di essersi chiesto innumerevoli volte il perché di tanto accanimento, sentendosi spogliato della sua identità e del suo lavoro. La decisione di autosospendersi è stata una scelta di principio, presa per proteggere gli arbitri da ulteriori pressioni e consentire loro di concludere la stagione in condizioni accettabili. “Non avrei potuto fare diversamente, rispettando i miei valori, e lo rifarei” ha sottolineato.

Riguardo alle voci su presunti contatti con dirigenti, ha smentito categoricamente. “Non ho mai sentito il presidente dell’Inter, Marotta, così come non ho mai avuto né cercato rapporti con altri dirigenti” ha affermato con forza. Per garantire una comunicazione trasparente e istituzionale, aveva infatti introdotto la figura del referee manager, un professionista dedicato esclusivamente al dialogo con i club.

Ha poi aggiunto che le lamentele da parte delle società sono una costante nel mondo del calcio, non una novità del suo mandato. “Da sempre tutti i club hanno avuto qualcosa da dire sugli arbitri” ha spiegato, garantendo di non aver mai favorito o maltrattato alcuna squadra e di aver sempre operato in totale autonomia decisionale.

Con grande onestà, ha ammesso di aver commesso degli errori, in particolare nella gestione della comunicazione sul Var durante la scorsa stagione. “La linea del Var l’ho toppata, ho trasmesso un messaggio sbagliato” ha confessato, definendolo un grosso errore che ha insegnato la lezione “meglio più Var che meno Var”.

In questo periodo difficile, non sono mancati i gesti di vicinanza. Ha ringraziato i tanti arbitri che lo hanno sostenuto e ha menzionato in particolare l’aiuto di Roberto Rosetti, che gli ha permesso di continuare a sentirsi parte del mondo arbitrale affidandogli il ruolo di osservatore per l’UEFA. “Quando ho ricevuto la convocazione per una partita a Bratislava mi sono emozionato come 30 anni fa” ha rivelato.

Guardando al futuro, il suo obiettivo primario è “riprendersi la vita” e ricostruire la propria immagine. Una possibile candidatura alla presidenza dell’AIA non è esclusa, ma al momento la priorità è un’altra. Ha concluso affermando di non cercare vendette, ma solo giustizia. “So chi sono e come mi sono sempre comportato. Non devo saldare alcun conto, inseguo solo la giustizia”.

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