L’addio di Davide Frattesi all’Inter si è concretizzato solo di recente, ma le sue radici affondano in un evento specifico accaduto 440 giorni prima. Per comprendere le ragioni della separazione, è necessario tornare alla finale di Champions League del 31 maggio 2025, una data che i tifosi nerazzurri ricordano con amarezza per la pesante sconfitta contro il Paris Saint-Germain.
Quella serata ha rappresentato un punto di non ritorno per il centrocampista. Non per la disfatta della squadra, un sonoro 5-0, ma per una scelta tecnica che lo ha ferito profondamente. Frattesi ha trascorso l’intera partita in panchina, senza giocare nemmeno un minuto, e proprio in quegli istanti ha maturato la consapevolezza che il suo percorso all’Inter fosse arrivato al capolinea. Una sensazione che lui stesso ha poi confermato pubblicamente: “Dopo quella maledetta finale qualcosa in me è cambiato”.
La sua frustrazione è derivata non solo dalla delusione per la sconfitta, ma da un sentimento di ingiustizia. Dopo essere stato decisivo con gol pesantissimi nei turni precedenti, come quello contro il Barcellona in semifinale e quello sul campo del Bayern Monaco nei quarti, si aspettava un ruolo da protagonista anche nell’atto conclusivo. La decisione di lasciarlo fuori ha incrinato irrimediabilmente il rapporto con la guida tecnica di allora.
L’intenzione di Frattesi era quella di salutare Milano subito dopo quella finale. La decisione era stata presa a livello personale, ma un cambio in panchina ha rimescolato le carte. L’addio di Simone Inzaghi, che ha scelto di proseguire la sua carriera in Arabia Saudita, ha portato al ritorno di Cristian Chivu come allenatore dell’Inter.
Il nuovo tecnico ha subito messo Frattesi al centro del suo progetto. Chivu vedeva in lui l’incursore perfetto, l’uomo capace di rompere gli equilibri avversari agendo quasi da trequartista alle spalle delle punte. Questo nuovo disegno tattico, unito a un gesto di grande vicinanza umana del tecnico, ha convinto il giocatore a dare un’altra possibilità alla sua avventura nerazzurra.
Tuttavia, la stagione successiva si è rivelata più complessa del previsto. Il suo reinserimento in squadra è stato rallentato da una serie di piccoli infortuni e fastidi fisici che ne hanno limitato la continuità. Le prestazioni ne hanno risentito, e il suo bilancio finale parla di zero gol in 33 presenze complessive tra campionato e coppe.
La sensazione di essere ai margini e l’incapacità di incidere come avrebbe voluto hanno fatto riemergere i dubbi e le frustrazioni nate quella notte in Germania. L’idillio, che sembrava potesse ricomporsi con l’arrivo di Chivu, si è definitivamente spezzato. Dopo aver sfiorato la cessione in più di una sessione di mercato, Frattesi ha infine trovato l’accordo per il trasferimento, chiudendo un capitolo complicato della sua carriera.





