Milan, ceduto Leão: un mercato in uscita deludente

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Cronache Mercato
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La sessione estiva di calciomercato ha lasciato un sapore agrodolce in casa rossonera. Gerry Cardinale ha guidato personalmente la campagna acquisti, affiancato da consulenti come Bobby Gardiner e Hendrik Almastadt, ma le operazioni chiave hanno visto la regia dell’agente Jorge Mendes.

La delusione finale è nata dalla mancata chiusura di due acquisti necessari e dalle difficoltà nelle cessioni. Il caso di Fikayo Tomori è stato emblematico: messo fuori rosa, è stato reintegrato dopo che il club non è riuscito a ingaggiare un altro difensore di alto livello oltre a Gila.

Il principale tormentone estivo ha riguardato Rafael Leão. L’attaccante aveva manifestato la volontà di partire già a marzo, ma la sua cessione si è concretizzata solo negli ultimi giorni di mercato, senza portare i dividendi attesi.

Il Milan ha incassato dal Galatasaray 38 milioni di euro, a cui si potranno aggiungere bonus futuri. Per tutta l’estate, la richiesta del club era stata di 60 milioni, un obiettivo non raggiunto nonostante il coinvolgimento di Mendes.

La seconda operazione per valore economico è stata quella di Christopher Nkunku al Lipsia. Il club tedesco ha ottenuto il giocatore in prestito oneroso per circa 3 milioni di euro, con un’opzione di acquisto non obbligatoria esercitabile a fine stagione.

Subito dopo si è piazzato, a sorpresa, il trasferimento di Samuele Ricci al Como. L’accordo prevede un prestito oneroso da 1,5 milioni di euro, con un diritto di riscatto fissato a 22 milioni e bonus legati a eventuali qualificazioni europee.

Diverse altre operazioni non hanno generato entrate immediate. Odogu (Tolosa), Kostic (Sparta Rotterdam) e Athekame (Lione) sono stati ceduti a titolo gratuito.

Il club non ha incassato nulla neanche dai prestiti secchi di Fofana al Lione e di Kevin Zeroli al Sudtirol, né da quello con diritto di riscatto di Gimenez al Porto. Se si include la risoluzione contrattuale di Ismaël Bennacer, il bilancio totale delle uscite si ferma ad appena 42,5 milioni di euro. Questo dato, a fronte di dieci partenze, ha sollevato dubbi sull’efficacia della strategia e sull’eventuale necessità di un nuovo direttore sportivo.

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