Il Gran Premio d’Italia a Monza ha rappresentato un appuntamento fondamentale per la Ferrari. La Scuderia ha introdotto sulla sua monoposto una power unit evoluta, sfruttando la seconda opportunità di sviluppo concessa dalla FIA durante la stagione per ridurre il divario prestazionale con la Mercedes. Gli interventi si sono concentrati esclusivamente sul propulsore endotermico, come previsto dalla normativa per il recupero delle prestazioni.
La precedente versione della power unit, progettata dal team di Enrico Gualtieri, si basava su una turbina di diametro ridotto. Questa scelta mirava a minimizzare il ritardo di risposta del turbo (turbo lag), offrendo un vantaggio in partenza, poi vanificato dalle procedure pre-gara che consentono di mandare il motore fuorigiri per annullare tale ritardo.
Venuto meno questo beneficio, il propulsore Ferrari ha mostrato un’inferiorità di potenza agli alti regimi sui rettilinei, proprio a causa delle dimensioni contenute della turbina. L’attenzione dei tecnici di Maranello si è quindi concentrata sull’adozione di un turbo di diametro maggiore rispetto al precedente.
Si tratta di una modifica rilevante, poiché un turbocompressore più grande ha implicazioni dirette su combustione, gestione elettronica, consumi e curve di erogazione di potenza e coppia. Sebbene l’intervento non sia classificabile come una modifica strutturale completa, ha richiesto di ricalibrare tutti i principali parametri di funzionamento dell’unità motrice.
Questo ha avuto ricadute sostanziali anche sulla gestione della componente elettrica, un fattore cruciale per le performance complessive. L’obiettivo è stato quello di correggere i deficit di potenza mostrati a inizio stagione, senza però eliminarli del tutto.
Le indiscrezioni emerse dai test al banco prova hanno indicato un incremento di oltre il 2% della potenza del solo motore a combustione. A questo risultato ha contribuito anche un nuovo carburante sviluppato da Shell in parallelo con l’evoluzione della power unit.
Questa evoluzione, che ha riguardato la nuova turbina e l’intero sistema di combustione, costituirà la base di partenza per gli sviluppi futuri. Di fatto, l’aggiornamento introdotto a Monza ha anticipato quella che sarà la versione di base del propulsore per la prossima stagione.



