Como, Fabregas frena: ‘Non siamo i re del mercato’

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Cronache Mercato
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L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha colto l’occasione del Gran Galà del Calcio per tracciare un bilancio realistico della prima, storica campagna acquisti del club in Serie A. Nonostante le grandi aspettative e una proprietà ambiziosa, il tecnico spagnolo ha voluto smorzare i toni trionfalistici, definendo un percorso basato sulla sostenibilità e sulla crescita graduale.

“Siamo partiti bene e l’obiettivo è alzare sempre il livello, ma non siamo i re del mercato come qualcuno ha detto”, ha dichiarato Fabregas, mettendo in chiaro la filosofia dietro la costruzione della rosa. Il suo intervento ha delineato una strategia precisa, lontana da spese folli e più orientata a un modello oculato. “Abbiamo dovuto fare tanti prestiti o acquisti da 6 milioni di euro”, ha specificato il tecnico, citando operazioni come quelle per Liberali o Milla.

Questa politica di investimenti contenuti rappresenta la vera ossatura della squadra, pensata per competere su più fronti in una stagione che si preannuncia complessa. Fabregas ha poi riconosciuto l’importanza dei colpi di maggior richiamo: “È vero che con Chalobah e Nico Paz il livello si è alzato un po’ di più, ma rappresentano delle aggiunte mirate, non la nostra regola”.

L’allenatore si è detto “molto contento” della squadra allestita, costruita per affrontare le sfide del campionato, della Coppa Italia e della Champions League. La consapevolezza della difficoltà, però, è rimasta il filo conduttore del suo discorso. “Quest’anno sarà più complesso perché c’è anche la Champions, ci sono più partite per dare il meglio di noi, ma abbiamo fatto una squadra per provare a competere su tutti i fronti”.

Fabregas ha ribadito con forza l’identità del club, ancorato alla sua realtà locale nonostante la ribalta internazionale. “La cosa più bella è che noi facciamo la nostra storia e la nostra strada, non ci importa ciò che dice la gente”, ha affermato. “Siamo ancora il Como, una piccola città e una piccola società, con un piccolo stadio. Manca tantissimo, andiamo piano piano, consapevoli di cosa dobbiamo fare”.

Questo approccio umile ma determinato è il manifesto della gestione Fabregas. Nessun volo pindarico, ma la ferma volontà di costruire un progetto solido e duraturo. Alla domanda su un possibile futuro al Barcellona, ha tagliato corto, dimostrando totale concentrazione sulla sua missione attuale: “Io non penso a me, ma al Como. La cosa più importante è affrontare tutte queste squadre e continuare il nostro percorso”. La promozione è stata definita “un momento storico”, con l’augurio che sia solo “la prima volta di tante”.

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