Mattia Binotto, oggi team principal e CEO del progetto Audi in Formula 1, ha parlato a Monza della sua nuova avventura e del suo legame con il passato. L’ex direttore della Scuderia Ferrari ha delineato la visione a lungo termine per la casa automobilistica tedesca, senza dimenticare le lezioni apprese durante gli anni d’oro a Maranello.
Il giudizio sulla prima fase del percorso Audi è parziale, perché il progetto è solo all’inizio. Binotto ha spiegato che l’obiettivo principale per quest’anno non è la conquista di punti, ma consolidare l’immagine di un team con piani seri per il futuro. “Ci stiamo riuscendo”, ha affermato, sottolineando l’enorme lavoro che sta avvenendo dietro le quinte, lontano dai circuiti.
La Formula 1 moderna richiede infatti infrastrutture imponenti e un’organizzazione complessa, un processo di costruzione che impegna costantemente il team. Per illustrare la portata delle sfide, Binotto ha citato l’esempio del nuovo simulatore: “Per avere un nuovo simulatore serve un nuovo edificio”, ha chiarito, specificando che la struttura non sarà pronta prima della fine del 2027 per un utilizzo previsto nel 2028. Questo dimostra la pianificazione a lungo raggio necessaria per raggiungere l’eccellenza.
Parallelamente, il team sta crescendo con l’assunzione di molti giovani talenti, un aspetto di cui il CEO si è detto molto orgoglioso, e sta cercando di creare un ambiente eterogeneo, fondendo la cultura italiana con quella svizzero-tedesca. Durante l’intervista, non sono mancati i riferimenti al suo passato: Binotto ha ricordato con emozione la sua prima volta a Monza nel 1995, quando, da stagista neolaureato in Ferrari, assistette a un test.
L’ingegnere ha poi definito il periodo trascorso sotto la guida di Jean Todt “una scuola incredibile”, un’esperienza formativa che ha permesso a molti membri di quella squadra di affermarsi in Formula 1. Un pensiero speciale è stato dedicato a Michael Schumacher, celebrato a Monza per i 30 anni dal suo primo successo in rosso. “Michael rimane un riferimento assoluto”, ha dichiarato Binotto, che spesso lo cita come esempio ai suoi piloti, descrivendolo come una figura capace di trasformare una squadra, esigente ma anche estremamente generosa.
Binotto si è detto molto soddisfatto dei suoi attuali piloti, Nico Hulkenberg e Gabriel Bortoleto, elogiandone la velocità e la capacità di collaborare per la crescita del team. Infine, ha riservato parole di stima per la Ferrari di questa stagione: “Mi sta piacendo. Non è una sorpresa, perché conosco il valore delle persone, ma è bello aver visto la loro creatività tecnica in pista”.





