Milan, Modrić: «Riporto il club alla vittoria»

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Cronache Mercato
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In una lunga intervista, Luka Modrić ha parlato del suo presente al Milan e del legame indissolubile con il Real Madrid. Il centrocampista croato ha spiegato la decisione di rimanere per un secondo anno in rossonero, svelando un retroscena sul suo tifo giovanile e le ambizioni per la nuova stagione.

«Anche a me manca Madrid, ma sono felice qui a Milano, dove mi hanno accolto a braccia aperte. La prova è che sono ancora qui», ha dichiarato il giocatore, sottolineando come la famiglia, specialmente i figli, senta ancora la nostalgia della capitale spagnola, che considerano la loro vera casa.

Lasciare il Real è stato difficile, ma l’orgoglio e la soddisfazione per quanto costruito hanno prevalso. La scelta del Milan, però, non è stata casuale. «La pressione qui è altissima, è un club storico e uno dei più amati al mondo. Crescendo, guardando il calcio italiano, il Milan era la mia squadra del cuore», ha rivelato. Questo affetto ha reso la decisione di trasferirsi in Italia molto più semplice.

Ora l’attenzione è tutta sulla nuova stagione. L’obiettivo è chiaro: fare meglio dell’anno scorso, quando la qualificazione in Champions League è sfumata nel finale. «È stato un duro colpo, perché il Milan deve giocare in Champions ogni anno. Quest’anno vogliamo fare bene e aiutare la squadra a vincere», ha affermato con determinazione.

Il club ha affrontato molti cambiamenti, con un nuovo allenatore e diversi giocatori nuovi. «Mi hanno visto come una parte importante del progetto, per questo sono qui. Voglio competere e dare il massimo, ma un singolo giocatore non può farcela da solo. Dobbiamo impegnarci tutti insieme per riportare gradualmente il Milan dove merita».

Una delle questioni più discusse riguarda la sua età, un tema che Modrić ha affrontato senza mezzi termini. «È stancante sentirsi dire che sei vecchio. Questo discorso è cominciato nel 2019, ma da allora ho vinto ancora tanto. Credo non si debba guardare al passaporto, ma a ciò che si fa in campo. L’età è solo un numero, ma la gente ne è ossessionata».

Nonostante la stanchezza per le continue domande, questa narrazione è diventata una spinta in più. «È una motivazione per dimostrare che non è vero e che si possono ancora fare grandi cose», ha concluso, ribadendo che l’amore per il calcio è il motore che lo spinge a continuare a dare il massimo ogni giorno, senza pensare al ritiro.

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