La leggenda del Milan Ruud Gullit è intervenuta a Berlino durante un evento Haier, nuovo partner della UEFA Champions League. L’ex Pallone d’Oro, che ha sollevato due volte il trofeo con i rossoneri, ha condiviso la sua visione sul calcio attuale, senza risparmiare analisi nette sul suo passato club e sul campionato italiano.
Gullit ha espresso dispiacere per l’assenza del Milan dalla massima competizione europea, sottolineando come la Champions sia nel DNA di certi club. Ha ricordato come la squadra, nella passata stagione, abbia sprecato mesi di lavoro proprio sul finale, auspicando un rapido ritorno al vertice. Per raggiungere questo obiettivo, secondo l’olandese, servono giocatori capaci di fare le scelte giuste in campo.
In merito al nuovo corso del Milan guidato dal tecnico Amorim, Gullit ha predicato pazienza. Ha affermato che una squadra con tanti cambiamenti necessita di tempo per costruire fiducia e coesione, puntando su un mix di giovani e calciatori esperti. La fiducia, secondo lui, andrà data anche al nuovo centravanti Gonçalo Ramos, un giocatore che apprezza ma che non può risolvere da solo i problemi della squadra. ‘Quanti palloni gli arrivano?’ si è chiesto retoricamente, evidenziando la necessità di un supporto corale.
L’analisi si è poi spostata sul livello generale della Serie A, un campionato che ai suoi tempi dominava la scena europea. Gullit ha rievocato l’era di Berlusconi, quando i club italiani erano i più ricchi e attraevano i migliori talenti mondiali. Una situazione radicalmente cambiata, con la Premier League e la Liga spagnola che ora dettano legge, anche se l’ex campione nutre speranza per un futuro rilancio del calcio italiano.
Ricordando la sfida tra Juventus e Milan della scorsa stagione, l’ha definita ‘un disastro, zero gol e zero spettacolo’, ben lontana dai big match di un tempo. Per contrasto, ha menzionato il suo storico gol di testa proprio contro la Juventus nel gennaio 1988, una rete decisiva che segnò la sua prima marcatura contro i bianconeri.
Particolarmente critica è stata la sua valutazione su Rafael Leão, la cui cessione è stata commentata come la fine di una ‘storia d’amore’. Gullit ha tracciato una linea netta tra un buon giocatore e un fuoriclasse, paragonando la discontinuità di Leão all’impatto costante che aveva un campione come Marco van Basten. ‘Un fuoriclasse non fa certe cose solo una volta ogni dieci partite’, ha chiosato, pur riconoscendone il grande potenziale.
Guardando al resto del campionato, ha espresso parole positive per Malen e la sua Roma in Champions, così come per le sorprese Como e la squadra di Gasperini. Per la vittoria finale in Europa, ha indicato i soliti noti come Bayern Monaco, Barcellona, Paris Saint-Germain e Real Madrid, con un occhio di riguardo per il Manchester City e per l’intrigante ritorno di Mourinho in un top club spagnolo. Infine, un elogio per il talento di Lamine Yamal, definito un giocatore che ‘farebbe comodo a tutti’.









