L’ex capitano della Juventus, Gianluigi Buffon, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport, offrendo una visione approfondita sul mondo bianconero e sui suoi protagonisti. Ha analizzato il progetto tecnico e le potenzialità di alcuni giocatori chiave.
In vista della sfida con il Milan, ha sottolineato come la Juventus parta avvantaggiata grazie ai nove mesi di lavoro con Luciano Spalletti e a un mercato mirato. Secondo l’ex portiere, la dirigenza e il tecnico hanno operato in modo eccellente, costruendo una squadra con una base solida rispetto a un avversario che ha cambiato molto.
Una grande curiosità circonda il nuovo acquisto Nick Woltemade. Buffon ha espresso grandi aspettative, chiedendosi se il giocatore, con i suoi 198 centimetri e la sua tecnica, riuscirà a essere dominante come previsto. Ha avanzato un paragone audace, ipotizzando un impatto simile a quello che ebbe Zlatan Ibrahimović al suo arrivo alla Juventus, definendo il tedesco un potenziale valore aggiunto per il campionato italiano.
Per la partita contro i rossoneri, ha confessato che gli piacerebbe vedere una rete di Francisco Conceiçao o, soprattutto, di Randal Kolo Muani. Un gol in una sfida così importante rappresenterebbe per l’attaccante francese il modo ideale per sbloccarsi, dopo aver dimostrato un forte desiderio di vestire la maglia bianconera.
Buffon ha riservato parole di grande stima per Luciano Spalletti, descritto come una sorta di ‘Mago Merlino’. Lo ha definito un perfezionista meticoloso ma dal cuore buono, un allenatore che attraverso la conoscenza del calcio e la profondità dei rapporti umani cerca di creare una chimica vincente e duratura nel tempo. Ha aggiunto che il tecnico è già entrato nel cuore dei tifosi, parlando sempre con orgoglio e senza filtri del suo ruolo.
Un pensiero è andato anche a Guglielmo Vicario, al quale ha consigliato di godersi l’esperienza unica di giocare per la Juventus. Ha preso le difese del portiere, affermando che è stato spesso giudicato da chi non conosce appieno le difficoltà del ruolo. L’esperienza al Tottenham, sebbene criticata, è stata forgiante e lo ha visto protagonista in un campionato competitivo come la Premier League.
Riguardo alla gerarchia dei portieri, ha specificato che giocatori come Kamil Grabara, al pari di Wojciech Szczęsny, non sono semplici riserve ma elementi che offrono garanzie da titolari. Sulla questione del ‘più forte’ in Serie A, ha spiegato che solo la continuità dimostrata lungo l’intera stagione decreterà il migliore. Ha indicato Maignan, Carnesecchi, Svilar, Vicario e Meret tra i più preziosi, senza dimenticare Caprile, Falcone e Martinez.
In chiusura, ha condiviso una riflessione sul suo approccio alla vita e alla carriera, rivelando una grande capacità di superare le delusioni. Ha spiegato che il suo modo per sopravvivere alle ‘ustioni’ professionali, come le sconfitte più dolorose, è quello di sopraffarle con il ricordo di momenti belli e maestosi, come il trionfo di Berlino nel 2006.






