Atalanta, Percassi insulta e insegue D’Amico

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Cronache Mercato
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Finale di partita ad alta tensione quello che si è vissuto allo stadio Olimpico. Al termine dell’incontro tra Roma e Atalanta, si è verificato un acceso scontro verbale tra due dirigenti, Luca Percassi e Tony D’Amico, che fino a pochi mesi prima avevano lavorato insieme a Bergamo.

Secondo le ricostruzioni, basate su diverse testimonianze e confermate dalla Roma, l’amministratore delegato dell’Atalanta ha rivolto pesanti insulti al nuovo direttore sportivo giallorosso. La frustrazione per la rimonta subita in pieno recupero sarebbe stata la causa scatenante della reazione.

La discussione non si è limitata a un semplice alterco. L’AD dell’Atalanta ha inseguito il dirigente giallorosso fino all’area parcheggio della tribuna Monte Mario. Da parte sua, Tony D’Amico ha mantenuto la calma e non ha reagito, evitando che la situazione degenerasse grazie all’intervento del servizio di sicurezza.

Le radici di questa forte tensione risalgono alla scorsa estate. D’Amico, che lavorava a stretto contatto con Percassi a Bergamo, ha chiesto di lasciare il club per un nuovo incarico alla Roma. Una mossa che non è piaciuta all’AD atalantino, che ha concesso il via libera solo dopo una lunga attesa.

Anche l’andamento della partita ha contribuito a surriscaldare gli animi. L’Atalanta, in vantaggio fino al novantesimo, ha visto sfumare una vittoria fondamentale nei minuti di recupero. La rimonta subita ha scatenato il nervosismo tra le fila nerazzurre, già irritate per alcune decisioni arbitrali contestate.

In seguito all’accaduto, la Roma ha emesso un comunicato ufficiale per esprimere pieno sostegno al proprio direttore sportivo. Il club ha definito ‘inaccettabile’ il comportamento di Luca Percassi, annunciando che sottoporrà l’episodio agli organi della giustizia sportiva per le opportune valutazioni.

Pronta è arrivata la replica dell’Atalanta, che con una nota ha respinto le valutazioni della Roma. Il club bergamasco ha dichiarato di non voler alimentare la polemica, rendendosi però disponibile a un confronto con la giustizia sportiva per chiarire le circostanze dell’evento.

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