Alla vigilia della trasferta contro l’Udinese, l’allenatore della Lazio, Gennaro Gattuso, ha analizzato il momento della squadra in un’intervista televisiva. Il tecnico ha affrontato temi cruciali, dalla reazione dopo la Coppa Italia al difficile rapporto con la tifoseria in protesta.
Il punto di partenza è stata la recente eliminazione dalla coppa nazionale. ‘Siamo partiti non benissimo, è stata una bella mazzata’, ha ammesso l’allenatore, senza nascondere l’impatto del risultato. Ha però subito sottolineato la pronta reazione del gruppo: ‘Abbiamo avuto la capacità di reagire subito’, un segnale di carattere e maturità da cui ripartire.
Il focus si è poi spostato sul clima ambientale e sullo sciopero del tifo. ‘Sarei ipocrita a dire che non pesa. Pesa, è un dato di fatto’, ha dichiarato con onestà. L’assenza di pubblico in uno stadio imponente come l’Olimpico modifica l’esperienza di gioco. ‘Non avere i tuoi tifosi che ti appoggiano, dopo un gol andare sotto la curva o sentire anche i fischi quando le cose vanno male. Fa parte del nostro lavoro, è la cosa in più’.
La sua riflessione è diventata ancora più profonda, arrivando a toccare la natura stessa del calcio. ‘Il calcio senza tifosi non è calcio. È un altro sport’. Con queste parole, ha descritto un’atmosfera surreale, priva di quella carica emotiva che solo il pubblico sa trasmettere e che rappresenta un fattore determinante per ogni atleta in campo.
Nonostante le difficoltà evidenti, il tecnico ha espresso pieno rispetto per la posizione dei sostenitori. ‘Io lo sapevo che c’erano queste difficoltà. L’unica cosa da fare è rispettare la loro scelta perché sono coerenti. Questo è un dato di fatto’. Nessuna polemica, quindi, ma la lucida accettazione di una protesta che la squadra deve subire.
La soluzione, per Gattuso, risiede unicamente nel lavoro quotidiano. ‘L’unica strada è quella di continuare, essere bravi e farci trovare pronti’. L’imperativo è concentrarsi sulle prestazioni, unico strumento a disposizione per provare a ricucire il rapporto con la gente e riconquistare la loro fiducia attraverso i risultati.
L’intervento si è chiuso con un messaggio di speranza. ‘Speriamo che un giorno tutto questo finirà e ci verrà data la possibilità di riabbracciare i nostri tifosi’. Il sogno, come lo ha definito lui stesso, è quello di rivedere lo stadio pieno. ‘Posso solo accettare la situazione col sogno che un giorno l’Olimpico si vedrà pieno, perché i nostri sostenitori ci potranno dare una mano importante’.





