La preparazione della Primavera nerazzurra per l’importante sfida di Youth League contro il Real Madrid ha visto l’allenatore Cristian Chivu esprimere alcune perplessità sul fitto calendario. Durante la conferenza stampa che ha preceduto la partenza per la Spagna, il tecnico ha analizzato le difficoltà logistiche e fisiche che la sua giovane squadra ha dovuto affrontare.
La questione centrale sollevata è stata quella del recupero. I nerazzurri sono scesi in campo sabato in campionato contro il Napoli, in una partita descritta come estenuante, per poi dover immediatamente proiettare mente e corpo verso l’impegno europeo. “Avrei preferito avere un giorno di riposo in più”, ha ammesso Chivu, evidenziando come 24 ore supplementari sarebbero state fondamentali per smaltire le tossine di una gara dispendiosa e preparare al meglio la tattica per affrontare i Blancos.
Nonostante la critica, l’allenatore ha mostrato un approccio pragmatico, affermando che la squadra deve sapersi adattare alle esigenze imposte dal calendario. Questo ritmo serrato è diventato la norma nel calcio moderno, anche a livello giovanile, e abituarsi a gestire energie e concentrazione è parte del percorso di crescita dei giocatori. La trasferta di Madrid rappresenta un test significativo non solo dal punto di vista tecnico, ma anche della maturità e della gestione dello stress.
Il discorso si è poi spostato sugli obiettivi del campionato Primavera. Chivu ha rivelato che la squadra ha ben chiaro il traguardo da raggiungere per accedere alla fase finale del torneo. “Abbiamo capito quanti punti servono per finire tra le prime otto e abbiamo anche sperimentato cosa significa giocare i playoff”, ha spiegato, facendo riferimento all’esperienza della passata stagione.
L’obiettivo numerico è stato definito con precisione: “Servono 16 punti, 15 non bastano”. Questa consapevolezza matematica delinea una strategia chiara per il girone di ritorno, dove ogni partita avrà un peso specifico notevole. La lotta per un posto nei playoff si preannuncia serrata e la squadra sa di non poter lasciare nulla al caso.
Tuttavia, il tecnico ha voluto alleggerire la pressione sui suoi ragazzi, invitandoli a non cadere nell’ansia da prestazione. “Dobbiamo fare il nostro meglio, senza l’ossessione di fare punti in determinate partite”, ha concluso. Un messaggio volto a mantenere alta la serenità all’interno dello spogliatoio, focalizzando l’attenzione sulla qualità del gioco e sulla crescita individuale, elementi che, secondo la sua filosofia, porteranno naturalmente ai risultati sperati.





