Malagò, stop all’archiviazione sul tesseramento

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Cronache sport calcio
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La vicenda legata al tesseramento di Giovanni Malagò ha registrato una svolta procedurale. Il Procuratore Generale dello Sport, Ugo Taucer, ha respinto la richiesta di archiviazione avanzata dal procuratore FIGC, Giuseppe Chinè, riguardo all’indagine sul presidente del Coni.

L’istruttoria si era conclusa con la proposta di chiudere il caso, ma Taucer ha ritenuto le motivazioni non sufficientemente esaustive. Ha quindi richiesto formalmente ulteriori e approfonditi chiarimenti sulla linea investigativa seguita.

Al centro della questione vi è il presunto mancato tesseramento di Malagò alla Federazione Italiana Giuoco Calcio. Il dubbio riguarda la sua posizione al momento della candidatura per una carica federale, un dettaglio che costituisce un requisito normativo.

La norma di riferimento è l’articolo 29 dello Statuto FIGC. Il testo sancisce che per essere eletti o nominati alle cariche federali è necessario essere “in regola con il tesseramento alla data di presentazione della candidatura”.

La regolarità del tesseramento è dunque una precondizione di eleggibilità. L’indagine mira a verificare se, in quella data, il presidente del Coni fosse correttamente iscritto nei registri della Federcalcio, come richiesto dallo statuto.

La dinamica procedurale coinvolge due figure chiave della giustizia sportiva. Da un lato Giuseppe Chinè, capo della Procura FIGC che ha svolto l’indagine; dall’altro Ugo Taucer, Procuratore Generale dello Sport presso il Coni, con funzioni di supervisione.

La decisione di Taucer non è un giudizio di merito sulla posizione di Malagò. È un atto di controllo sull’azione inquirente, con cui ha chiesto a Chinè di fornire nuovi elementi che giustifichino in modo più solido la proposta di archiviazione.

Il procuratore federale dovrà ora preparare una nuova relazione per rispondere ai dubbi sollevati. Dovrà illustrare il percorso logico-giuridico seguito oppure integrare l’indagine con nuovi documenti per motivare la sua richiesta.

Solo dopo aver valutato queste integrazioni, la Procura Generale deciderà se accogliere la richiesta di archiviazione, chiudendo il caso, o se ordinare la formulazione dell’incolpazione, aprendo la via a un procedimento disciplinare.

L’esito è atteso con interesse, poiché stabilirà un precedente sul rispetto delle norme statutarie e dei requisiti di eleggibilità per le più alte cariche all’interno del sistema sportivo italiano.

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