Fiorentina valuta azione legale contro Fabio Grosso

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Cronache sport calcio
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La separazione tra la Fiorentina e Fabio Grosso si è arricchita di un nuovo capitolo, ben più aspro del previsto. Dopo l’esonero formalizzato alcune ore fa, il club viola sta infatti valutando la possibilità di intraprendere un’azione disciplinare nei confronti del tecnico. L’obiettivo finale sarebbe quello di ottenere un licenziamento per giusta causa, una mossa che trasformerebbe una rottura sportiva in una complessa vertenza legale.

L’allontanamento di Grosso è arrivato al termine di una striscia negativa di tre sconfitte consecutive, un bilancio che ha pesato sulla decisione. Tuttavia, le cause della rottura sembrano andare oltre i semplici risultati del campo e l’assenza di un gioco convincente. La dirigenza, infatti, avrebbe avuto l’intenzione di confermare la fiducia all’allenatore almeno fino alla prossima sosta del campionato, per avere più tempo per valutare la situazione.

A far precipitare gli eventi è stato un acceso confronto avvenuto nella giornata di domenica. Durante un colloquio con la direzione sportiva, Grosso avrebbe manifestato forti perplessità sulla qualità della rosa a sua disposizione e sulla mancanza di sintonia con il gruppo. Il tecnico avrebbe espresso la sua frustrazione fino a mettere in dubbio la possibilità stessa di proseguire il proprio lavoro.

Secondo le ricostruzioni, l’allenatore avrebbe perfino ventilato l’ipotesi di non presentarsi alla seduta di allenamento in programma il giorno seguente al Viola Park, un’affermazione che ha irrigidito ulteriormente la posizione del club. Nonostante le difficoltà evidenziate e il clima teso, Grosso non ha però presentato le proprie dimissioni, attendendo di fatto la decisione della società.

La Fiorentina ha quindi proceduto con l’esonero, sollevando il tecnico dall’incarico ma mantenendo in essere i vincoli contrattuali ed economici. Ora, la dirigenza si è presa alcuni giorni per decidere se procedere con le carte bollate. Gli avvocati del club stanno esaminando se il comportamento dell’ex allenatore possa configurare gli estremi di un’inadempienza degli obblighi contrattuali o una violazione delle regole interne.

Un licenziamento per giusta causa rappresenterebbe la conclusione più drastica, poiché libererebbe la società dall’obbligo di corrispondere a Grosso e al suo staff gli stipendi previsti fino alla naturale scadenza del contratto. Si tratta di una strada complessa, che richiede prove solide di una grave mancanza da parte del dipendente. La vicenda segna un epilogo amaro e inusuale, con il rapporto che rischia di concludersi non più sul campo, ma nelle aule di un tribunale.

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