Alla vigilia della trasferta di campionato contro la Lazio, l’allenatore del Milan Rúben Amorim ha presentato la sfida in conferenza stampa, toccando numerosi temi legati all’attualità rossonera e alla sua visione di gioco. L’analisi è partita dall’avversario: “La Lazio è una squadra che ha tanta velocità e una grande identità. Hanno un nuovo attaccante e stanno bene dopo tre vittorie consecutive”.
Il tecnico portoghese è tornato sulla sconfitta contro la Juventus, individuando le cause principali della prestazione negativa. “Ci è mancata energia e aggressività. Ho mostrato ai ragazzi che le occasioni per la Juventus sono nate da nostre palle perse senza pressione, da passaggi sbagliati e pigri. Dobbiamo migliorare come squadra”.
Uno dei punti più discussi ha riguardato la gestione di Luka Modric, 41 anni. Amorim ha difeso la sua scelta con fermezza: “Luka non può pressare sempre, ma ha in mano il tempo del gioco. Magari perdiamo qualcosa in pressing, ma con la palla abbiamo più controllo. Se dobbiamo perdere qualcosa, è meglio che sia senza palla. Luka ci dà quel qualcosa in più e io voglio una squadra dominante nel possesso”.
L’allenatore ha poi annunciato l’imminente impiego di Christian Pulisic, finora a zero minuti. “Lo vedrete, non so se dall’inizio o a gara in corso, ma giocherà qualche minuto. È arrabbiato perché non ha giocato e mi piace questa cosa. Ha avuto un infortunio, ma ora sta bene. Non toglierò chi sta facendo bene solo per mettere un ‘nome’: morirò con questi principi. Pulisic è importante e giocherà tante partite”.
Il tema centrale del suo intervento è stato però la rivendicazione della propria identità tattica e la richiesta di tempo per costruire un ciclo vincente. “Cardinale non mi ha mai detto di ispirarmi a Fabregas. Io ho il mio stile di gioco, non copio niente da nessuno. Per vincere con continuità ci vuole tempo, come dimostrano i percorsi di Arsenal, Juventus e Inter. Per avere questo tempo, però, dobbiamo vincere”.
Infine, una risposta netta alle critiche ricevute. “Capisco che per voi sia difficile vedere un giovane allenatore che viene dall’esterno e vi dice come si deve giocare. La nostra intenzione è dominare, ma ci sono tanti allenatori bravi. Dopo la Juventus ho aperto gli occhi e ho detto ai miei ragazzi di essere perfetti e di vincere, perché la gente non vede l’ora che noi inciampiamo”.



