Como, Morata spiega l’addio: ‘Non era la scelta giusta’

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Cronache Mercato
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L’avventura dell’attaccante spagnolo sulle rive del lago di Como non è decollata come sperato. Dopo un trasferimento estivo che aveva acceso l’entusiasmo dei tifosi, il centravanti ha salutato la Serie A per tornare in Spagna, accasandosi al Leganes. In una recente intervista concessa alla radio spagnola Cadena Ser, durante il programma “El Larguero”, il giocatore ha finalmente fatto luce sui motivi che hanno portato a questa decisione, rivelando un retroscena fatto di sfortuna e grande onestà intellettuale.

Il punto di svolta della sua esperienza in maglia lariana è stato un grave problema fisico. “L’anno scorso ho iniziato bene, poi mi sono infortunato”, ha spiegato l’ex attaccante di Milan e Juventus. “Ho subito una lesione molto significativa, un tipo di infortunio che non avevo mai patito prima in carriera”. Questo imprevisto ha completamente cambiato le carte in tavola, minando la sua continuità di rendimento e la sua capacità di contribuire alla causa della squadra con la consueta efficacia. Un infortunio del genere non solo ferma un atleta fisicamente, ma ne erode anche le certezze psicologiche, rendendo difficile ritrovare il ritmo partita e la sintonia con i compagni.

La situazione ha portato a un dialogo diretto e trasparente con l’allenatore, Cesc Fabregas. Lungi dall’essere uno scontro, il confronto è stato un momento di reciproca comprensione. “Con Fabregas alla fine abbiamo parlato molto”, ha raccontato il centravanti. “Siamo giunti insieme alla conclusione che restare non fosse la situazione giusta per me”. Questa decisione consensuale dimostra la maturità di entrambe le parti, che hanno preferito una separazione amichevole a una convivenza forzata che non avrebbe giovato né al giocatore né al club.

Nonostante l’addio, dalle parole del giocatore traspare un’enorme stima per il suo ex tecnico. Gli elogi per Fabregas sono stati numerosi e sentiti. “È un allenatore molto bravo. Non ho dubbi che resterà a Como finché lo vorrà, perché penso che sia già più che preparato per qualsiasi squadra mondiale di alto livello”. Secondo il suo ex attaccante, la forza del tecnico risiede nella sua intelligenza e nella sua formazione eccezionale. “Lo considero una persona molto intelligente. Ha avuto maestri come Conte, Mourinho e Guardiola, e penso che alla fine abbia preso qualcosa da tutti loro”.

Questa sintesi di filosofie calcistiche diverse, unita a una profonda conoscenza del gioco, rende l’allenatore spagnolo una delle figure più promettenti del panorama internazionale. La scelta di trasferirsi al Leganes, formalizzata con la formula del prestito con diritto di riscatto, è stata quindi la naturale conseguenza di un percorso sfortunato ma gestito con grande professionalità. “Non posso che sostenerlo a distanza e ringraziarlo, come sempre, per tutto quello che ha fatto per me”, ha concluso l’attaccante, chiudendo il capitolo comasco senza alcun rancore e con i migliori auguri per il futuro del suo ex allenatore.

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