La sconfitta subita contro il Sassuolo ha rappresentato un campanello d’allarme per la Juventus, che si trova ora a un bivio cruciale della propria stagione. I prossimi impegni, in Europa League contro il NEC Nijmegen e in campionato con l’Atalanta, costituiranno uno spartiacque decisivo per la squadra e per le scelte di Luciano Spalletti.
Il tecnico bianconero ha dovuto fare i conti con una vera e propria emergenza infortuni fin dall’inizio del campionato, con ben nove giocatori indisponibili. Di questi, solo Weston McKennie e Andrea Cambiaso sono prossimi al rientro, un fattore che costringe l’allenatore a trovare soluzioni alternative per massimizzare il rendimento della rosa a sua disposizione.
Al centro delle riflessioni alla Continassa c’è il tema legato a Nico Gonzalez. Spalletti ha espresso grande soddisfazione per il contributo fornito dall’argentino, ma le dinamiche tattiche e il rientro di alcuni compagni potrebbero ridisegnare la sua posizione in campo. Il ritorno di McKennie, unito alla possibile rinuncia a un trequartista puro per ritrovare maggiore equilibrio, lo metterebbe in diretta competizione con Alajbegovic per il ruolo di esterno sinistro.
Tuttavia, l’ipotesi più affascinante che l’allenatore sta valutando è un cambio di modulo verso il 3-4-2-1. In questo schema, Nico Gonzalez potrebbe agire come trequartista alle spalle della punta, in coppia con Chico Conceiçao, per dare più imprevedibilità alla manovra offensiva. Questa opzione è stata seriamente presa in considerazione per correggere le difficoltà mostrate dalla squadra.
Non si esclude però una soluzione ancora più radicale: l’impiego dell’argentino come punta centrale. L’idea è quella di utilizzarlo come un “nove atipico”, capace di svariare sul fronte offensivo e creare spazi, soprattutto se le prestazioni di Randal Kolo Muani dovessero continuare a non convincere pienamente lo staff tecnico.
Un passaggio al 3-4-2-1 comporterebbe però delle controindicazioni significative. Sacrificherebbe infatti in una posizione più accentrata i numerosi esterni d’attacco presenti in rosa, come Conceiçao, Alajbegovic e Zhegrova, in attesa che rientrino anche giocatori come Boga e Yildiz. Questi atleti, abituati a giocare larghi sulla fascia, potrebbero vedere ridotta la loro efficacia.
Avvicinare Nico Gonzalez alla porta avversaria avrebbe una sua logica, considerando la scarsa prolificità del reparto avanzato bianconero nelle ultime uscite. Spalletti dovrà tuttavia valutare con estrema attenzione il bilanciamento della squadra, ponderando se il potenziale guadagno in termini di pericolosità offensiva possa giustificare la perdita di ampiezza e valore sulle fasce laterali.








