A trentacinque anni, Kevin De Bruyne ha mostrato una versione inedita di sé. Con la maglia del Napoli, il centrocampista belga si è riscoperto tuttocampista, onnipresente e anima della squadra guidata da Massimiliano Allegri, che lo ha messo al centro del progetto tecnico fin dal primo giorno.
Reduce da una lesione muscolare, De Bruyne ha proposto un’immagine diversa sia dalla sua prima esperienza in Serie A, sia dal decennio trascorso al Manchester City. La sua evoluzione è merito dell’allenatore, che gli ha affidato le chiavi della squadra, ottenendo in cambio una dedizione totale.
Il giocatore non ruba più l’occhio con giocate spettacolari come ai tempi dei Citizens, ma il suo lavoro è diventato più profondo. Lavora sottotraccia, si sacrifica per la squadra, detta i tempi e guida le azioni offensive. Corre senza sosta, si abbassa sulla linea dei difensori per impostare e un attimo dopo si trova già in zona gol.
La sua leadership si manifesta anche nel modo in cui guida i compagni: li sprona, li corregge e li incoraggia, come dimostrato dal rapporto con i più giovani e con i veterani. Dopo aver passato un anno a scrollarsi di dosso l’etichetta di “miglior giocatore della storia del City”, come lo definì Pep Guardiola, ha trovato una nuova dimensione.
Con Guardiola, De Bruyne ha ridefinito il ruolo di centrocampista, agendo quasi da attaccante aggiunto, libero di spaziare su tutto il fronte offensivo. Il suo gioco era una sublime ricerca dello spazio, un pilastro della filosofia tattica dell’allenatore spagnolo.
Il passaggio al gioco di Massimiliano Allegri, antitesi di quello di Guardiola, ha rappresentato una sfida notevole. Eppure, il belga ha abbracciato la nuova proposta tattica, basata su solidità difensiva e contropiede. “Non so cosa vi aspettate da me, sono questo, è questo il vero De Bruyne”, ha dichiarato dopo una recente partita, a testimonianza della sua piena adesione al progetto.
Questa conversione appare ancora più sorprendente se si considerano le sue passate dichiarazioni su stili di gioco difensivi, come quello di Antonio Conte, che aveva definito “complicato” da assimilare. Nel Napoli, pur con un impianto tattico simile alla scorsa stagione, è cambiato l’interprete principale: De Bruyne ha scoperto un’inedita indole da leader grazie alla fiducia incondizionata del suo allenatore.
La sua soddisfazione è evidente anche fuori dal campo. Dopo la prima vittoria stagionale, ha celebrato sui social con un post conciso: “+3”. La didascalia sposa perfettamente il motto di Allegri, “il risultato conta più della prestazione”. La reazione dei tifosi è stata unanime, con messaggi di stima e affetto provenienti sia dai sostenitori del Napoli sia da quelli del Manchester City, concordi nel riconoscere la grandezza del giocatore nella sua nuova veste.









