Ruben Amorim si è ritrovato ad affrontare il club che lo ha formato professionalmente. L’allenatore del Milan ha un legame profondo con il Benfica, la squadra di Lisbona dove è cresciuto, si è affermato come calciatore e ha vinto dodici titoli in sei stagioni e mezzo, collezionando 154 presenze.
Il suo percorso non è stato però privo di ostacoli. La sua carriera è stata segnata da rapporti a volte complessi con alcuni allenatori e, soprattutto, da una serie di gravi problemi fisici che ne hanno limitato la continuità. Nonostante questo, la tifoseria del Da Luz lo ha sempre stimato, riconoscendogli evidenti doti di leader.
Amorim si è sempre distinto per la sua intelligenza tattica, definendosi una volta “un giocatore dannoso” perché “in campo penso troppo”. Questa sua attitudine analitica ha probabilmente anticipato la sua futura carriera in panchina, intrapresa a soli 32 anni dopo un ritiro prematuro dal calcio giocato.
Il tecnico ha raccontato come Benfica e Milan fossero i suoi punti di riferimento fin da bambino. “I miei sogni erano giocare per il Benfica e il Milan. Ne ho soddisfatto uno. Ora devo fare l’allenatore nell’altro”, ha dichiarato in un’intervista di quasi dieci anni fa, dimostrandosi profetico. Il suo arrivo sulla panchina rossonera ha rappresentato il completamento di quel desiderio.
La sua scelta di legarsi alle Aquile fu puramente sentimentale. “Ho firmato per il Benfica con il cuore. All’epoca, avrei guadagnato di più in un club tedesco”, ha ammesso Amorim. Questa decisione evidenzia il forte legame con la squadra portoghese.
Tuttavia, la sua esperienza da giocatore è stata compromessa da continui infortuni. “Ho avuto a che fare con gli infortuni molto presto”, ha spiegato. “Già da ragazzino avevo la pubalgia, poi il punto di svolta fu la tendinite alle ginocchia a 24 anni. Ci sono voluti due anni per riprendermi bene”. A questo si sono aggiunti problemi agli adduttori e la rottura di un legamento crociato.
Il rapporto con l’allenatore Jorge Jesus, inizialmente positivo, è poi diventato complicato fino a uno scontro tattico. Curiosamente, uno dei primi contatti di Amorim con il Milan risale all’8 agosto 2009, durante l’Eusebio Cup. In quell’amichevole, vinta ai rigori dal Benfica, il centrocampista sfiorò un gol da 40 metri contro i rossoneri allora allenati da Leonardo.
Diciassette anni dopo, il cerchio si è chiuso. Amorim affronta il suo passato da una nuova prospettiva, guidando il Milan in una sfida europea che lo vedrà opposto proprio a quelle maglie rosse che ha indossato con orgoglio.









