Crollo al cimitero di Poggioreale. Domani saranno trascorsi quattro anni e i familiari dei defunti ancora non possono accedere ai loculi. Esplode la rabbia del Comitato Resurrezione. Lo racconta il vicepresidente Maurizio Boddi (nella foto): “Noi parenti non abbiamo ancora la possibilità di accedere alla struttura e riabbracciare i nostri cari. La zona del crollo non è stata ancora messa in sicurezza”.
La rabbia dei familiari dei defunti
L’indignazione e il dolore della comunità crescono di fronte al silenzio delle istituzioni. Maurizio Boddi tuona: “Sono trascorsi quattro anni dal 17 ottobre 2022 e ancora non posso vedere le spoglie di mia moglie”. Ricorda come ad aprile scorso fossero state individuate precise soluzioni operative. Negli uffici del Comune vicino al cimitero in via Santa Maria del Pianto era stato assicurato che l’Arciconfraternita avrebbe incaricato una ditta specializzata per i lavori di messa in sicurezza. Tuttavia, dopo quei formali impegni, il cantiere non è mai partito “e la situazione è rimasta del tutto bloccata. Da allora non è stato fatto nulla. È uno scandalo inaccettabile”, prosegue amareggiato il vicepresidente del Comitato. I parenti delle vittime del crollo si sentono abbandonati da una “burocrazia che calpesta il rispetto per i defunti”. Chiedono un intervento immediato e definitivo per ristabilire il decoro e la fruibilità di un luogo sacro. La richiesta è chiara: avviare subito le opere di consolidamento e restituire alle famiglie l’accesso ai loculi.
Una ferita mai sanata
La vicenda di Poggioreale resta una ferita aperta nel cuore della città, che attende ancora giustizia. I familiari promettono che la battaglia civile e la protesta non si fermeranno fino al termine dei lavori. “Ho parlato personalmente anche con l’assessore Vincenzo Santagada, ma mi ha spiegato che più di sollecitare non può. L’Arciconfraternita deve incaricare la ditta per avviare i lavori di messa in sicurezza della struttura. Bisogna togliere i loculi dalle bare. Le pareti sono ancora pericolanti e non si può entrare. Serve installare dei ponteggi e mettere in sicurezza l’area. Ci vorrà tempo”. Poi taglia corto: “Ho 82 anni e un ultimo desiderio: andare a prendere mia moglie e cremarla per portarmela a casa. Non sarà un intervento breve. Per questo serve partire quanto prima”.









