AFRAGOLA – Una violenta rapina per sottrarre un telefono cellulare di ultima generazione, consumata nel parcheggio di un affollato centro commerciale. Un incubo durato pochi istanti per la vittima, ma che ha dato il via a un’indagine meticolosa che, nella giornata di oggi, ha portato all’arresto di due persone. Si è conclusa così, con l’esecuzione di due distinte ordinanze di custodia cautelare, l’operazione condotta dal personale del Commissariato di Polizia di Stato di Afragola, che ha stretto il cerchio attorno a un soggetto maggiorenne e a un complice minorenne, entrambi ritenuti gravemente indiziati del reato di rapina aggravata.
I fatti risalgono allo scorso 30 giugno. La scena del crimine è il parcheggio del Centro Commerciale Ipercoop di Afragola, un luogo solitamente brulicante di famiglie e clienti. È qui che una persona, in un momento di apparente tranquillità, è stata avvicinata dai due malviventi. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la vittima è stata minacciata con fare aggressivo e intimidatorio, costretta a cedere ciò che aveva di più prezioso in quel momento: un telefono cellulare modello iPhone 16. Un bottino di valore, sufficiente a scatenare la violenza dei rapinatori, che dopo aver afferrato il dispositivo si sono dileguati rapidamente, facendo perdere le proprie tracce e lasciando la vittima sotto shock.
La denuncia, sporta immediatamente presso gli uffici del Commissariato di Afragola, ha dato il la a un’attività investigativa complessa e articolata. Gli agenti, coordinati dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nord per la posizione del maggiorenne, e dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni di Napoli per quella del più giovane, hanno avviato un paziente lavoro di analisi. Fondamentale, ancora una volta, si è rivelato l’occhio elettronico. Gli investigatori hanno acquisito e passato al setaccio ore di registrazioni video estrapolate dai sistemi di sorveglianza presenti nell’area del centro commerciale. L’analisi dei fotogrammi, unita ad altre attività di indagine tradizionali, ha permesso di raccogliere un quadro indiziario solido e concordante, che ha portato all’identificazione dei due presunti autori del colpo.
Sulla base dei numerosi elementi raccolti, le due Procure hanno richiesto e ottenuto dai rispettivi Giudici per le Indagini Preliminari (GIP) l’emissione delle misure cautelari. All’alba di oggi, gli agenti hanno dato esecuzione ai provvedimenti. Per il maggiorenne si sono aperte le porte della casa circondariale di Poggioreale, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria di Napoli Nord. Il minorenne, invece, è stato condotto e affidato a una comunità alloggio, secondo le disposizioni del Tribunale per i minorenni.
È doveroso sottolineare che i provvedimenti eseguiti costituiscono misure cautelari, disposte nella fase delle indagini preliminari. Contro di esse sono ammessi mezzi di impugnazione e i destinatari, pertanto, sono da considerarsi persone sottoposte alle indagini e presunte innocenti fino a che non interverrà una sentenza di condanna definitiva. L’operazione odierna, tuttavia, rappresenta una forte risposta dello Stato a un episodio di criminalità predatoria che aveva generato allarme e insicurezza nella comunità locale.










