Moratti si racconta: da Totti a Gasperini e Marotta

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Cronache sport calcio
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Massimo Moratti, storico presidente dell’Inter del Triplete, ha concesso un’intervista in cui ha ripercorso alcuni dei momenti più significativi della sua gestione. L’occasione ha permesso di rispolverare aneddoti legati alla rivalità con la Roma, considerata dall’ex patron un “classico” al pari delle sfide con Juventus e Milan, soprattutto per la frequente competitività di entrambe le squadre negli stessi periodi.

Uno dei passaggi più delicati ha riguardato il rapporto con l’allenatore Gian Piero Gasperini, la cui esperienza sulla panchina nerazzurra nel 2011 è stata tanto breve quanto sfortunata. Moratti ha confermato di averlo incontrato e di aver chiarito la situazione, sottolineando di non nutrire alcun rancore. Ha però aggiunto, con grande onestà, che un eventuale risentimento da parte del tecnico sarebbe comprensibile, dato il contesto di un momento difficile in cui la squadra non riusciva a ottenere risultati.

L’ex presidente ha poi svelato un importante retroscena di calciomercato legato a Francesco Totti. Moratti ha raccontato di aver contattato direttamente l’allora presidente giallorosso Franco Sensi, offrendosi di acquistare il capitano della Roma senza discutere il prezzo. La risposta di Sensi è stata un netto rifiuto, una scelta che Moratti ha interpretato non come una mossa da “commerciante”, ma come un gesto di profondo attaccamento alla propria squadra, un atto da vero “romanista”.

Nello stesso filone dei ricordi, ha menzionato anche l’acquisto di Gabriel Batistuta dalla Roma, un’operazione che rifarebbe nonostante l’unica rete segnata dall’attaccante argentino. Questi racconti hanno introdotto una riflessione più ampia sul cambiamento del calcio italiano. Moratti ha ricordato un’epoca caratterizzata da grandi proprietari e famiglie, un mondo fatto di dispetti, patti d’onore e un peso specifico diverso delle parole dei presidenti. Un sistema che, a suo dire, era più “divertente” rispetto all’attuale panorama dominato da fondi di investimento, dove i presidenti spesso non sono i proprietari e la logica principale è orientata alla potenziale vendita dei club.

Infine, non sono mancati gli elogi per l’attuale dirigenza nerazzurra. Riguardo a Beppe Marotta, pur glissando sulla sua presunta fede interista, Moratti lo ha definito un “grande professionista”, motivo di soddisfazione per tutti i tifosi. Ha poi riservato parole di grande stima per Piero Ausilio, ricordando una telefonata avvenuta subito dopo il suo addio alla presidenza. Moratti ha spiegato che Ausilio si aspettava un contratto più lungo di quello annuale propostogli, ma ha gestito la situazione con uno stile “signorile”, senza mostrare alcuna rivalsa.

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