Atalanta, Elmas racconta la sua trattativa segreta

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Cronache Mercato
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Eljif Elmas, nuovo fantasista dell’Atalanta, ha rotto il silenzio sul suo trasferimento a Bergamo, svelando i retroscena di un’operazione condotta con la massima discrezione. In una recente intervista, il giocatore macedone ha condiviso le sue prime impressioni e le ambizioni per la sua nuova avventura professionale, con la mente già proiettata alle prossime sfide di campionato.

Il suo approdo in nerazzurro è stato il frutto di un lavoro meticoloso e riservato, lontano dai riflettori del calciomercato. “La trattativa è stata segreta grazie all’incredibile lavoro del presidente Percassi e del direttore Giuntoli”, ha spiegato Elmas, sottolineando la rapidità dell’operazione. “Hanno creduto subito in me, dimostrando grande serietà e professionalità fin dal primo contatto. Sono stati rapidi e determinati, e questo mi ha convinto che stavo facendo la scelta giusta”.

Un aspetto che spesso genera incertezza nei calciatori è la formula del trasferimento, ma Elmas ha mostrato una mentalità matura e pragmatica. Il suo cartellino è arrivato con la formula del prestito con diritto di riscatto, una condizione che non lo preoccupa affatto. “No, non è un peso. Considero questa un’esperienza che in ogni caso mi farà crescere come giocatore e come uomo. Il mio compito è dare il massimo in ogni allenamento e in ogni partita per questa maglia, per ripagare la fiducia del club”.

Lo sguardo del trequartista è proiettato al futuro, con un ottimismo palpabile. La sua duttilità tattica sarà una risorsa preziosa per il gioco di Gasperini, e il giocatore si è detto pronto a mettersi a completa disposizione. “Vedremo cosa succederà al termine della stagione, ma sono convinto che qui accadranno belle cose”, ha aggiunto, manifestando piena fiducia nel progetto tecnico e nella forza del gruppo.

L’intervista è stata anche l’occasione per riflettere sui maestri che hanno segnato la sua carriera, in particolare i suoi ex allenatori del periodo napoletano. Parlando di Maurizio Sarri, ha espresso grande ammirazione per i suoi metodi e la sua visione. “È stato un piacere lavorare con un allenatore come lui. Conoscevo già il suo calcio e la sua filosofia. Poter scrivere nel mio curriculum di essere stato allenato da Sarri sarà un vanto anche quando smetterò. Ne sono onorato”.

Un legame ancora più profondo sembra unirlo a Luciano Spalletti, attuale commissario tecnico della Nazionale. “Con lui ho un rapporto davvero speciale, ci sentiamo spesso ancora adesso”, ha confidato il giocatore. “Non è una persona facile da interpretare, devi essere intelligente per capirlo fino in fondo, ma tra noi c’è stata un’intesa immediata. Sono felice quando ho l’occasione di rivederlo e confrontarmi con lui, perché ha avuto un ruolo fondamentale nella mia crescita”. Questo legame evidenzia la gratitudine del giocatore verso chi ha contribuito a formarlo.

Le sue parole delineano il profilo di un professionista serio e motivato, determinato a lasciare il segno nella sua nuova squadra e a dimostrare sul campo il suo valore, senza lasciarsi condizionare dalle dinamiche contrattuali.

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