CASERTA – All’indomani del vertice sulla sicurezza urbana convocato a Palazzo del Governo dalla prefetta Lucia Volpe, a Caserta scoppia una polemica rovente sulle strategie da adottare per arginare il fenomeno della cosiddetta malamovida. A non condividere alcune delle misure concordate dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica è Giuseppe Russo, presidente provinciale della Fipe Caserta (Federazione italiana pubblici esercizi). La voce dei pubblici esercizi si leva con forza per denunciare il rischio che risposte muscolari o tentativi di militarizzazione del centro urbano finiscano per dare il colpo di grazia alle attività commerciali già provate da una congiuntura complessa.
La critica principale mossa dal numero uno della Fipe riguarda l’impiego dei militari del Raggruppamento Strade Sicure lungo le arterie del passeggio serale. Secondo Russo, vedere le divise dell’Esercito presidiare le strade della movida proietta un’immagine bellica e punitiva del capoluogo, generando un ingiustificato clima di allarmismo tra i frequentatori e i clienti dei locali. L’Esercito in città di sera rischia soltanto di affossare il commercio, mentre la priorità assoluta dovrebbe essere la videosorveglianza, unita a un’illuminazione pubblica potenziata e alla presenza strategica delle forze dell’ordine nei punti nevralgici. Per il rappresentante degli esercenti, caricare il settore di ulteriori paletti, vincoli e limitazioni orarie significa condannare l’economia cittadina al declino, senza peraltro aggredire le reali cause del degrado.
Nel suo affondo, Russo mette l’accento su una carenza strutturale definita inaccettabile per una città capoluogo, ovvero l’assenza di una rete pubblica e capillare di telecamere di videosorveglianza di ultima generazione. Il presidente della Fipe precisa che i disagi e le intemperanze serali non riguardano l’intero impianto urbano, ma si concentrano in un perimetro estremamente circoscritto. L’area critica comprende infatti via Mazzini, una porzione di piazza Vanvitelli, piazza Dante con tre o quattro traverse limitrofe e il segmento viario che da piazza Dante conduce fino al perimetro della Reggia. Per un perimetro così ridotto, la ricetta secondo la categoria non deve essere la repressione generalizzata, bensì il monitoraggio elettronico costante abbinato a due o tre presidi fissi di Polizia, Carabinieri o Polizia Locale nei punti più caldi.
L’affondo dei commercianti va a collocarsi nel solco delle decisioni maturate nel corso del summit svoltosi in Prefettura, al quale hanno preso parte la Commissaria Straordinaria Antonella Scolamiero, il Questore Andrea Grassi, i Comandanti provinciali dei Carabinieri e della Guardia di Finanza, la Comandante della Polizia Locale e il responsabile del Raggruppamento dell’Esercito. In quel contesto istituzionale, le autorità hanno tracciato una linea d’azione mirata a bilanciare la vivibilità dei residenti con il divertimento giovanile. Il piano prefettizio prevede la conferma dell’ordinanza commissariale che impone lo stop alla somministrazione e la chiusura delle attività alle ore 2:00, l’aggiornamento dei regolamenti comunali per applicare il Daspo urbano contro gli autori di condotte violente o moleste, il potenziamento imminente della rete di telecamere intelligenti e l’avvio di controlli ad alto impatto con il coinvolgimento delle Forze armate per ampliare le zone pattugliate.
A margine dell’approccio contenitivo, il vertice di Palazzo del Governo ha visto anche la partecipazione dei rappresentanti della Camera di Commercio, di Confcommercio e di Confesercenti per fare il punto sul Protocollo d’intesa siglato lo scorso febbraio. Le associazioni hanno evidenziato la risposta positiva di numerosi gestori del centro, i quali esporranno un logo identificativo all’esterno dei propri locali per attestare l’adesione a un modello di accoglienza responsabile. Chi aderisce si impegna al rigoroso rispetto dei divieti sulla vendita di alcol ai minori, al contrasto all’ingresso di armi improprie o sostanze stupefacenti e a un canale diretto di segnalazione con le forze di polizia. L’incontro si è infine chiuso con la condivisione di un piano d’azione sociale guidato dal Terzo Settore, fondamentale per intercettare le forme di marginalità e fragilità che spesso rimangono ai margini della vita cittadina.








