Due fratelli insieme in Nazionale. Dopo coppie storiche come i Baresi e gli Inzaghi, ora tocca a Sebastiano e Pio Esposito vestire la maglia azzurra fianco a fianco. L’attaccante del Sassuolo, Sebastiano, è alla sua prima convocazione, mentre il più giovane Pio, di proprietà dell’Inter, ha già esordito e segnato con la selezione maggiore. I due rappresentano un segnale di rinnovamento per l’Italia, che si prepara a un nuovo ciclo.
Le sensazioni dopo il primo allenamento a Coverciano sono state di grande entusiasmo. “Il mister è stato un grande attaccante e ci dà tante indicazioni tecniche sul ruolo”, ha raccontato Pio. Gli ha fatto eco il fratello Sebastiano: “Ci ha detto di godercela, anche se non è facile per le emozioni che provi. Il ct ci ha spiegato come posizionare il corpo, come muoverci. È stato bello”.
Il percorso degli Azzurri ripartirà dalla sfida contro il Belgio allo Stadio Olimpico. “Avere quattro incontri in due settimane è una cosa nuova, ma bella perché a noi calciatori piace giocare”, ha ammesso Pio. Sebastiano ha aggiunto: “Esordire in casa è un’emozione e sarà ancora più bello farlo all’Olimpico. Cercheremo di portare a casa punti, c’è emozione ma anche un pizzico di sana incoscienza”.
Il legame tra i due fratelli è fortissimo, come hanno rivelato in un divertente aneddoto sulla loro infanzia. “Io e nostro fratello Salvatore mettevamo Pio in porta. Era il più piccolo ma era già alto”, ha spiegato Sebastiano. Pio lo ha subito interrotto con una battuta: “Poi ho capito che qui in porta c’era Gigio Donnarumma e ho pensato che fosse meglio provare a fare l’attaccante, altrimenti niente Nazionale”.
Durante un confronto scherzoso, hanno svelato lati diversi delle loro personalità: entrambi disordinati, Pio si è definito più permaloso e “mammone”, mentre Sebastiano ha ammesso di essere più ritardatario, testardo e superstizioso. “Sul canto sono più neomelodico, Pio è più da cori da stadio”, ha scherzato Sebastiano, che per il rito di iniziazione dei nuovi convocati ha intonato “‘O surdato ‘nnammurato”.
Entrambi hanno parlato con orgoglio delle loro origini. “Siamo nati a Castellammare di Stabia, per noi è la città più bella del mondo. Siamo molto legati e quando torniamo aiutiamo con orgoglio”. Un legame costruito sui valori trasmessi dai genitori: “Sono straordinari. La nostra è una famiglia costruita su un amore immenso”.
L’emozione di indossare la maglia azzurra ha radici lontane. Pio ha ricordato il suo primo gol contro l’Estonia come “una liberazione incredibile”, mentre Sebastiano ha sottolineato l’importanza del percorso nelle Under: “Giocare tornei all’estero con l’Italia è fantastico, capisci cosa significa questa maglia. Rappresentare la Nazionale resta un orgoglio immenso”.












