SANT’ARPINO – L’ennesimo capitolo di una storia di violenza domestica si è consumato nella tarda serata di ieri, quando i Carabinieri della locale Stazione hanno posto fine a un incubo, arrestando in flagranza differita un uomo di 48 anni. L’accusa, pesantissima, è quella di maltrattamenti in famiglia ai danni dell’ex coniuge, una donna di 47 anni che da tempo viveva sotto la cappa di condotte vessatorie e intimidatorie.
L’escalation di violenza ha raggiunto il suo culmine nel pomeriggio di ieri, 21 settembre. Secondo la meticolosa ricostruzione effettuata dai militari dell’Arma, coordinati dalla Procura della Repubblica di Napoli Nord, quello che doveva essere un rifugio sicuro per la donna si è trasformato nel teatro dell’ennesima aggressione. Il 48enne, accecato dalla rabbia per motivi ancora al vaglio degli inquirenti, ha raggiunto l’abitazione dell’ex moglie. Noncurante di violare la proprietà privata e la serenità della vittima, non ha esitato a scavalcare la recinzione perimetrale, facendo irruzione nell’area di pertinenza della casa.
Una volta all’interno, ha dato sfogo alla sua furia. L’aggressione, secondo quanto emerso, è stata sia verbale che fisica. Parole cariche d’odio e minacce si sono mescolate alla violenza fisica, lasciando la donna terrorizzata e ferita. Compiuto il raid, l’uomo si è dileguato rapidamente, facendo perdere le proprie tracce e sperando, forse, di garantirsi l’impunità.
La sua fuga, però, è durata poche ore. La vittima, sotto shock ma con grande coraggio, ha immediatamente allertato le forze dell’ordine. I Carabinieri della Stazione di Sant’Arpino hanno avviato senza indugio le attività investigative. Un lavoro certosino che ha permesso di raccogliere in tempi record un quadro probatorio schiacciante. Fondamentali si sono rivelate le immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza presenti in zona, che hanno immortalato la sequenza dell’intrusione. A queste prove visive si sono aggiunte le testimonianze di persone informate sui fatti, che hanno contribuito a delineare un quadro di maltrattamenti reiterati nel tempo.
Grazie a questi elementi, i militari hanno potuto procedere con l’arresto in “flagranza differita”, un istituto giuridico che consente di eseguire la cattura entro 48 ore dal fatto sulla base di prove inequivocabili come video o foto. Rintracciato nella tarda serata, l’uomo non ha potuto far altro che arrendersi.
La donna, nel frattempo, è stata costretta a ricorrere alle cure dei sanitari del pronto soccorso dell’ospedale “San Giuseppe Moscati” di Aversa. I medici le hanno riscontrato lesioni e contusioni, giudicate guaribili con una prognosi di due giorni. Ferite fisiche che, purtroppo, sono solo la punta dell’iceberg di un trauma psicologico profondo.
Al termine delle formalità di rito, per il 48enne si sono aperte le porte della casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere. L’uomo si trova ora a disposizione dell’Autorità Giudiziaria, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto. Sarà il procedimento giudiziario a stabilire le definitive responsabilità, nel pieno rispetto delle garanzie di legge e del principio di presunzione di innocenza fino a eventuale sentenza definitiva.






