MARCIANISE (CE) – Un piazzale trasformato in una discarica abusiva, dove parti di auto, batterie esauste e veleni chimici giacevano accatastati senza alcun criterio. È lo scenario allarmante scoperto nel pomeriggio di ieri, 21 settembre, dai Carabinieri all’interno di un’autocarrozzeria di Marcianise, nel cuore di un’area già martoriata da reati ambientali. L’operazione, condotta dai militari della Stazione locale con il supporto specialistico del Nucleo Forestale, ha portato alla denuncia a piede libero del titolare dell’attività, un uomo di 49 anni (classe 1975), e al sequestro penale dell’intera area contaminata.
Il blitz è scattato a seguito di una serie di controlli mirati alla tutela dell’ambiente, intensificati su tutto il territorio casertano. Una volta varcato il cancello della carrozzeria, i militari si sono trovati di fronte a una situazione di grave degrado e potenziale pericolo. Sul piazzale esterno, esposti agli agenti atmosferici, erano ammassati alla rinfusa rifiuti speciali di ogni tipo: frammenti di vetro e plastiche derivanti dalla rottamazione di veicoli, mischiati a batterie per auto esauste. Un mix potenzialmente esplosivo, dato che le batterie contengono acidi corrosivi e metalli pesanti come il piombo, la cui dispersione nel terreno può inquinare le falde acquifere in modo irreversibile.
Ma le scoperte più inquietanti sono state fatte all’interno del capannone, l’area destinata alle lavorazioni di verniciatura e riparazione. Qui, gli investigatori hanno rinvenuto un’ulteriore e più pericolosa tipologia di rifiuti. Si trattava di imballaggi, come barattoli e contenitori, ancora intrisi di vernici e solventi chimici. Le analisi preliminari su questi materiali hanno confermato i peggiori timori: le sostanze sono state classificate come tossiche per l’uomo ed ecotossiche per l’ambiente, secondo le rispettive classi di pericolo. Si tratta di composti che, se non gestiti secondo le rigide normative vigenti, possono rilasciare nell’aria vapori nocivi e contaminare suolo e sottosuolo.
Di fronte a un quadro probatorio così grave, i Carabinieri non hanno potuto fare altro che procedere con il sequestro penale delle aree interessate dal deposito illecito. I sigilli sono stati apposti sia al piazzale esterno che a porzioni del fabbricato, al fine di “congelare” lo stato dei luoghi e permettere alla magistratura e agli organi tecnici di effettuare ulteriori e più approfonditi accertamenti sulla natura e sulla quantità dei rifiuti stoccati illegalmente.
Il titolare dell’autocarrozzeria è stato deferito in stato di libertà alla Procura della Repubblica competente. Le accuse a suo carico sono pesanti: è gravemente indiziato dei reati di gestione non autorizzata di rifiuti e di deposito incontrollato di rifiuti speciali, sia pericolosi che non pericolosi. L’indagine dovrà ora chiarire da quanto tempo andasse avanti questa pratica illecita e se vi siano state conseguenze ambientali concrete. Come previsto dalla legge, per l’indagato vige la presunzione di innocenza fino all’eventuale sentenza di condanna definitiva.




