Exor, la holding finanziaria della famiglia Elkann-Agnelli, ha reso noti i risultati della sua relazione semestrale al 30 giugno 2026. Il documento ha evidenziato una diminuzione del 3,9% del valore netto degli asset (NAV) per azione nei primi sei mesi dell’anno, una performance in controtendenza rispetto all’indice MSCI World, che nello stesso periodo è cresciuto dell’11,8%.
Nel portafoglio della holding figurano due importanti realtà dello sport italiano, Juventus e Ferrari, le cui valutazioni hanno seguito percorsi divergenti. La partecipazione nella Juventus ha subito un calo del 29%: il suo valore è passato dai 789 milioni di euro del 31 dicembre 2025 ai 557 milioni di sei mesi dopo. In controtendenza, il valore della quota in Ferrari è aumentato del 3%, salendo da 12,037 miliardi a 12,250 miliardi di euro.
Per interpretare correttamente questi dati, è essenziale considerare il criterio contabile di Exor. Per le società quotate come Juventus e Ferrari, la holding valuta la partecipazione al *fair value*, cioè al suo valore di mercato corrente, che riflette il prezzo delle azioni in Borsa. Non viene più applicato il metodo del patrimonio netto, che rileverebbe una quota di utili o perdite.
Questa metodologia implica che la variazione semestrale non deriva dal risultato economico operativo delle singole società, ma dall’andamento dei loro titoli. Nel dettaglio, la svalutazione della quota nella Juventus è ammontata a 232 milioni di euro, mentre la rivalutazione di quella in Ferrari è stata positiva per 213 milioni.
Analizzando il portafoglio complessivo delle partecipazioni quotate, Exor ha registrato una diminuzione di valore di 1,742 miliardi di euro. L’impatto negativo maggiore è derivato da Stellantis, mentre contributi positivi sono giunti da Ferrari, CNH e Philips. A mitigare il calo hanno contribuito i dividendi incassati, per 750 milioni, inclusi 427 milioni dalla cessione del comparto difesa di Iveco.
Il CEO di Exor, John Elkann, ha commentato i risultati affermando che “la trasformazione del portafoglio è proseguita”. Riguardo alla strategia futura ha aggiunto: “Le nostre azioni continuano a essere scambiate con uno sconto significativo rispetto al NAV. Lanceremo un programma di buyback fino a 500 milioni di euro, poiché il riacquisto di azioni è una componente fondamentale della nostra allocazione del capitale”.



