Commissione Vigilanza, presentato il primo report sui club

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Cronache sport calcio
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È stata presentata alla Camera dei Deputati la Relazione Annuale 2026 della “Commissione indipendente per la verifica dell’equilibrio economico e finanziario delle società sportive professionistiche”. L’evento si è svolto alla presenza di rappresentanti del mondo del calcio e del basket e del ministro per lo Sport e i Giovani. Questo organo ha sostituito da un anno Covisoc e Comtec nel controllo dei bilanci dei club professionistici.

Il documento analizza i risultati di 2.688 controlli (2.432 per il calcio e 256 per il basket) effettuati tra il 1° ottobre 2025 e il 31 agosto 2026. Durante questo periodo, la Commissione ha riscontrato un totale di 20 violazioni, di cui 15 in ambito Figc e 5 in ambito Fip.

Nel settore calcistico, le irregolarità hanno portato all’inflizione di 113 punti di penalizzazione da scontare nella stagione 2025/26. Di questi, 97 sono stati considerati realmente afflittivi, con conseguenze dirette come la mancata iscrizione di Brescia e Lucchese ai rispettivi campionati. Ottantatré punti hanno gravato sulle classifiche dei campionati professionistici, come nel caso del Messina che, penalizzato di 14 punti, è retrocesso e li ha scontati in Serie D.

Sono stati inoltre già deliberati 20 punti di sanzione per la stagione 2026/27. Per quanto riguarda il basket, sono stati assegnati 10 punti di penalizzazione, tutti a carico della Shark Trapani, successivamente esclusa dal campionato. Nonostante queste criticità, per la stagione in corso tutti i club professionistici di calcio e basket hanno ottenuto la licenza nazionale. La Commissione ha inoltre specificato di aver adottato 55 atti d’urgenza e di aver emesso pareri consultivi, tra cui uno sulla limitatezza degli attuali indicatori patrimoniali.

A illustrare i dati è stato il presidente della Commissione, Massimiliano Atelli. “Il principale compito della Commissione è aiutare il sistema a leggere per tempo i segnali di vulnerabilità”, ha dichiarato, aggiungendo che “è interesse dei club intervenire prima che la crisi diventi conclamata”. Atelli ha poi evidenziato come le difficoltà economiche nel calcio abbiano storicamente colpito in particolare la Serie C, con numerosi casi di recidiva.

Tra le sfide principali per il sistema sportivo italiano, ha citato la supremazia economica della Premier League inglese, l’elevato numero di squadre professionistiche nel nostro Paese e il rischio di infiltrazioni da parte della criminalità organizzata. Proprio su quest’ultimo punto, il presidente ha chiesto un’estensione dei poteri della Commissione per vigilare anche sui requisiti di onorabilità personale e solidità finanziaria delle proprietà dei club.

Infine, Atelli ha sottolineato una criticità nel nuovo assetto dei controlli: sebbene i procedimenti federali successivi ai pareri della Commissione siano rimasti invariati, di fatto “la Procura federale non svolge alcuna attività d’indagine” in questa fase, portando il presidente a definire il suo ruolo “sostanzialmente superfluo”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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