Bologna, Sartori fa chiarezza su futuro e mercato

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Cronache Mercato
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Giovanni Sartori, direttore tecnico del Bologna, ha messo a tacere le speculazioni sul suo futuro, confermando con forza la sua volontà di proseguire il progetto in rossoblù. Con un contratto in scadenza nel 2027, ha ribadito il desiderio di restare a vita, definendo le discussioni per il rinnovo come una prassi che solitamente si affronta nel mese di marzo. “Non scappo di certo”, ha affermato, chiudendo la porta a qualsiasi ipotesi di addio.

Il dirigente ha anche voluto sottolineare la coesione interna alla società, respingendo l’idea di un club frammentato. “La parrocchia è una e si chiama Bologna”, ha dichiarato, evidenziando come la collegialità sia un pilastro fondamentale delle decisioni. A riprova di ciò, ha citato l’incontro avvenuto con l’attuale tecnico Raffaele Palladino già due anni fa, a testimonianza di una visione condivisa e pianificata nel tempo.

Passando al calciomercato, Sartori ha ricostruito la complessa vicenda che ha portato alla cessione di Johnny Rowe. Ha spiegato che, fino a pochi giorni dalla chiusura della sessione estiva, per il giocatore non esistevano offerte concrete. Successivamente, si è creata una “situazione sgradevole” con la società e i compagni, durante la quale l’atleta ha chiesto ripetutamente di essere venduto. A quel punto, di fronte a una cifra ritenuta importante, il club ha deciso di aprire alla sua partenza.

Discorso diverso per il giovane attaccante Antonio Raimondo, attualmente in prestito. Sartori lo ha definito “un valore del Bologna”, chiarendo che l’operazione è un prestito secco. L’obiettivo è permettergli di completare un percorso di crescita, seguendo un modello di sviluppo già applicato con successo in passato, come nel caso di Pio Esposito, che ha trascorso due anni in prestito nella stessa piazza per maturare.

Un’analisi lucida è stata riservata anche all’esonero dell’allenatore Tedesco. L’incontro avvenuto dopo una partita con il Napoli è stato descritto come il momento decisivo, in cui sono emerse “forti perplessità”. Secondo il direttore tecnico, la separazione è stata una “sconfitta per tutti”, resa ancora più difficile dal valore umano della persona. La causa principale è stata individuata in una mancata alchimia tra il tecnico e la squadra, unita a divergenze sui principi di gioco. “Evidentemente non erano fatti l’uno per l’altra”, ha concluso Sartori. Infine, una breve nota ha riguardato Bernardeschi, specificando che il giocatore ha un’opzione di rinnovo con il suo club attuale.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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