Fiorentina, Atta spiega la scelta: ‘Progetto ambizioso’

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Il centrocampista Arthur Atta ha raccontato i retroscena del suo passaggio alla Fiorentina, un trasferimento vissuto con grande serenità. “Mi dissero che una macchina sarebbe venuta a prendermi il mattino seguente”, ha spiegato il giocatore, sottolineando la tranquillità con cui ha affrontato l’operazione. A differenza del suo precedente trasferimento all’Udinese, concluso in fretta, questa volta ha avuto il tempo di riflettere e scegliere con convinzione.

A convincerlo è stato il progetto illustratogli da Fabio Paratici. “Qui c’è voglia di crescere e una squadra forte, proprio quello che cercavo”, ha affermato Atta. “La Fiorentina è già una grande squadra che vuole tornare in alto e ha tutte le possibilità per farlo. C’è un bel progetto che guarda oltre questa stagione e io voglio farne parte”.

L’inizio della sua avventura in viola non è stato semplice, complici alcune noie muscolari e le difficoltà generali della squadra. “A volte è difficile spiegare perché siamo andati in difficoltà, con il precedente mister avevamo fatto un buon lavoro ma i risultati non sono arrivati”, ha ammesso. Il giocatore non crede però a una mancanza di carattere del gruppo.

Ora, con l’arrivo del nuovo tecnico Paolo Vanoli, si apre un capitolo nuovo. “Come dice il mister, abbiamo una pagina bianca davanti e l’entusiasmo per riempirla di cose belle”, ha dichiarato. Il centrocampista ha poi confessato la sua fame di gol: “Mi manca tantissimo segnare. Devo incidere di più e mettermi nelle condizioni di fare la differenza. Sono convinto che la sosta mi aiuterà a entrare in piena forma”.

Sul piano tattico, Atta ha chiarito la sua posizione preferita, pur mostrando grande flessibilità. “Ho iniziato come centrocampista centrale, ma ormai sono abituato a giocare da mezzala, dove mi trovo bene perché ho più spazio per incidere”, ha rivelato, menzionando il suo ex allenatore all’Udinese, Runjaic, come figura fondamentale per la sua crescita. “Mi piace anche giocare dietro la punta, avrò bisogno di trovare i movimenti giusti ma sono a totale disposizione”.

Infine, ha parlato della possibile coesistenza con altri compagni di reparto come Oulai e Fagioli, sottolineando l’importanza del collettivo. “Possiamo coesistere, ma tutto passa dal restare connessi e pensare da squadra”, ha concluso il francese, pronto a diventare un protagonista del nuovo corso viola.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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