Allarme terrorismo in una base Usa. Sospetti su presunti legami con l’Iran

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Foto della Polizia inglese (foto Lapresse)
Foto della Polizia inglese (foto Lapresse)
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LONDRA – L’allarme terrorismo torna a scuotere il Regno Unito. Cinque uomini sono stati arrestati nelle prime ore di ieri con l’accusa di aver pianificato un possibile attentato contro la base aerea della Raf di Fairford, nel Gloucestershire. Si tratta di una struttura militare strategica, utilizzata da decenni anche dagli Stati Uniti e recentemente impiegata come punto di partenza per operazioni aeree contro l’Iran. L’intervento delle forze di sicurezza è scattato prima dell’alba, quando gli agenti hanno fermato tre grandi furgoni bianchi diretti verso la base. I cinque sospetti, le cui identità e nazionalità non sono state rese pubbliche, sono stati inizialmente incriminati dalla polizia del Gloucestershire per violazioni della normativa sugli esplosivi. Successivamente, il caso è passato sotto il coordinamento dell’antiterrorismo di Scotland Yard e l’accusa è stata formalmente modificata in pianificazione di un attacco terroristico.

L’operazione ha fatto scattare un livello di allerta elevato intorno alla struttura militare. I mezzi fermati sono stati sottoposti a un’accurata ispezione da parte degli artificieri dell’esercito britannico. Per evitare rischi agli operatori, sono stati impiegati veicoli blindati e un robot specializzato nella ricerca a distanza di eventuali materiali esplosivi. La vicecapo di Scotland Yard e responsabile nazionale dell’antiterrorismo, Vicki Evans, ha confermato che i cinque arrestati sono ancora sotto custodia. La dirigente ha però invitato alla prudenza, sottolineando che l’inchiesta si trova ancora nelle sue fasi iniziali e che sarebbe prematuro avanzare ipotesi sulla matrice dell’operazione.

L’episodio ha avuto pesanti ripercussioni anche sulla popolazione locale. Nel vicino villaggio di Whelford, immerso nelle Cotswolds, tutte le 85 abitazioni sono state evacuate per consentire agli artificieri di operare in sicurezza. Gli abitanti sono stati svegliati nelle prime ore del mattino e accompagnati in un centro sportivo della zona, trasformato temporaneamente in luogo di accoglienza. L’area interessata dalle operazioni è rimasta isolata per ore, con un cordone di sicurezza esteso per circa 400 metri. Secondo quanto riferito da un residente, l’intervento è stato provocato anche dalla segnalazione di una persona che aveva notato i furgoni sospetti transitare nella zona. Poco dopo, numerosi agenti armati hanno raggiunto le abitazioni per procedere all’evacuazione.

Il governo britannico ha seguito con attenzione gli sviluppi. Il premier Andy Burnham ha elogiato la tempestività dell’intervento delle forze dell’ordine, mentre anche la ministra dell’Interno Shabana Mahmood e il ministro della Difesa Wes Streeting hanno espresso il loro sostegno alle operazioni. È prevista inoltre una riunione del comitato d’emergenza Cobra. Da Downing Street è arrivato tuttavia l’invito a non trarre conclusioni affrettate mentre le indagini sono ancora in corso.

Sul caso è intervenuto anche Donald Trump. Il presidente americano ha affermato che il presunto piano terroristico era oggetto di indagini da tempo e che il suo obiettivo sarebbe stato quello di provocare danni significativi agli aeroporti. Le autorità britanniche stanno intanto valutando anche l’eventuale presenza di collegamenti con l’Iran. Secondo indiscrezioni riportate dai media britannici, tra le ipotesi investigative ci sarebbe infatti un possibile coinvolgimento di ambienti legati alla Guardia Rivoluzionaria iraniana. L’ipotesi si inserisce in un contesto di crescente tensione tra Londra e Teheran. Il Regno Unito ha recentemente imposto sanzioni contro esponenti dei Pasdaran, accusandoli di attività ostili sul territorio britannico.

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