NAPOLI – II lungomare di Napoli è spezzato in due. Da piazza Vittoria verso Mergellina c’è il villaggio dell’America’s Cup. Praticamente un altro pianeta, sotto l’organizzazione di un apparato di livello internazionale. Controlli, attenzione, cura e tanta gente che si muove senza problemi. Tutt’altra storia dalla Colonna spezzata verso il Castel dell’Ovo. Lì la musica cambia radicalmente. Cantieri aperti, transenne, passaggi stretti e complessi per decine di migliaia di persone che anche ieri, approfittando anche della splendida giornata di sole, hanno affollato il lungomare.
Lì alloggia praticamente tutta l’organizzazione dell’America’s Cup e svegliarsi con transenne di fronte e lavori notturni non è certo il massimo come biglietto da visita per la città che in questi giorni, ma soprattutto il prossimo anno, sarà sotto gli occhi del mondo. E tutto questo è un danno, non da poco, per le attività economiche. I ristoranti sono tutt’altro che pieni, lo stesso dicasi per i bar. Ma l’incubo maggiore è quello che vivono i tassisti. Tutti fermi alla base di via Santa Lucia in attesa di corse che faticano ad arrivare. Non arrivano perché il traffico è completamente bloccato in tutta la zona circostante e le corse diventano lunghe e di conseguenza poche nel corso della giornata. “Non sentiamo l’effetto dell’America’s Cup, purtroppo. Facciamo fatica a muoverci, facciamo pochi servizi nel corso di una giornata e ancora meno in questa zona. Sentiamo l’effetto, invece, del caro carburanti. E da questo punto di vista ci sentiamo completamente abbandonati dalle istituzioni locali e da quelle nazionali”.
C’è anche un altro intoppo, non proprio piccolissimo, per chi ha bisogno di arrivare in auto (anche a causa della dififcoltà ad accedere ai mezzi pubblici) nella zona del lungomare per godersi le imprese di Luna Rossa: trovare parcheggio è un’impresa impossibile. Gli abusivi della sosta dominano la scena nelle traverse intorno al lungomare, posti non ce ne sono, i motorini occupano ogni marciapiede, compresi quelli di fronte agli alberghi di lusso all’interno dei quali alloggiano team e membri dell’organizzazione. Tante le vetture in doppia fila, alcune aspettano il miracolo di un posto libero, altre sono vuote all’interno, con le chiavi consegnate agli abusivi della sosta. A completare il quadro, infine, ci sono i cantieri che rendono disagevole anche l’ingresso agli storici circoli della vela, alcuni dei quali hanno fatto accordi con i team dell’America’s Cup per lavorare insieme in queste settimane e l’anno prossimo. Devono virare e strambare tra le grate per arrivare a destinazione.
Napoli dovrà cambiare volto per l’anno prossimo, per presentare un biglietto da visita decisamente diverso. E un lungomare che non sia più spezzato in due parti, in due anime.








