Il nuovo designatore arbitrale per la Serie A, Daniele Orsato, ha presentato la sua “rivoluzione culturale” durante un incontro con la stampa presso l’Ibc di Lissone. L’ex arbitro ha delineato un cambio di rotta radicale, con l’obiettivo di restituire centralità alle decisioni prese in campo e limitare l’intervento della tecnologia per velocizzare il gioco.
I primi effetti di queste nuove direttive si sono già visti nelle prime giornate di campionato. Si è registrato un drastico calo dei richiami al monitor e dei calci di rigore concessi, con una media di falli fischiati inferiore che ha portato a un aumento del tempo di gioco effettivo di quasi sei minuti a partita.
L’amministratore delegato della Lega Serie A e il segretario generale della Figc hanno espresso il loro sostegno, evidenziando come le nuove linee guida stiano migliorando la qualità dello spettacolo. Il Var, è stato chiarito, resta un pilastro fondamentale, ma il suo utilizzo sarà più mirato per garantire l’intensità delle partite e correggere solo gli errori “chiari ed evidenti”.
Tra le novità principali, è stata rivista la regola sulla territorialità. Sarà ancora evitato di designare un arbitro della stessa sezione di una squadra, ma sarà possibile sceglierne uno proveniente da una sezione geograficamente vicina. A breve, inoltre, verrà introdotto in Serie A il pallone con un chip interno, tecnologia già utilizzata durante i Mondiali per rilevare con precisione i tocchi.
Orsato ha insistito sulla linea dettata dall’Ifab di non concedere “soft penalty”: i contatti leggeri non saranno più sanzionati e un “pestone” (“step on foot”) per essere falloso dovrà essere un intervento caricato e non un semplice sfioramento. L’uniformità di giudizio fino al termine della stagione è stata indicata come priorità assoluta.
Un punto chiave del progetto di Orsato è la formazione delle nuove generazioni di arbitri, spingendoli ad avere più personalità e coraggio nel decidere. Fondamentale sarà anche la preparazione atletica, definita la prima causa di errori per un direttore di gara.
Con grande trasparenza, il designatore ha anche ammesso alcuni errori evidenti commessi in questo inizio di stagione, sia in campo sia da parte della sala Var. Ha citato come esempi una trattenuta in area e un chiaro calcio da rigore non fischiato, definendoli episodi in cui la tecnologia avrebbe dovuto intervenire.
La strada intrapresa punta a un calcio più intenso e in linea con gli standard europei, ma la sfida sarà trovare il giusto equilibrio, garantendo che il Var intervenga con decisione per correggere gli errori più palesi senza tornare all’eccesso di interruzioni del passato.









