Atalanta, Giuntoli: serve tempo per il progetto Sarri

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Cronache sport calcio
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Il nuovo ciclo dell’Atalanta, affidato alla guida tecnica di Maurizio Sarri, è stato il tema centrale di un incontro al Festival dello Sport di Trento. A fare il punto sulla situazione sono stati il direttore sportivo Cristiano Giuntoli e il difensore Davide Zappacosta, che hanno analizzato l’avvio di stagione e la filosofia del progetto.

Giuntoli ha spiegato come la squadra, a suo dire, abbia mostrato un gioco migliore nelle ultime sconfitte rispetto alle prime gare in cui ha ottenuto punti. Secondo il ds, la formazione è stata più corta, il baricentro si è alzato e sono aumentati i tiri in porta, ma ora serve concretezza negli ultimi trenta metri. ‘All’inizio Sarri fa molta didattica, ci vuole tempo’, ha affermato, sottolineando che i risultati altalenanti non cambieranno l’approccio societario, focalizzato sulle prestazioni e su un percorso di crescita a medio termine.

Anche Davide Zappacosta, che ha già vinto un’Europa League con l’allenatore al Chelsea, ha parlato del nuovo metodo. ‘L’ho ritrovato uguale, forse più elastico su determinate cose. È un grande lavoratore che cura i dettagli in modo scrupoloso per cercare la perfezione’, ha raccontato il difensore. Il cambiamento principale riguarda il passaggio da una marcatura a uomo a un sistema basato sulla posizione della palla, una transizione che richiede tempo per essere assimilata.

Riguardo al mercato, Giuntoli ha espresso soddisfazione per aver convinto Sarri e per aver blindato giocatori chiave come Ederson e Scalvini con dei rinnovi. La strategia è stata quella di creare un mix tra elementi esperti, come Kolasinac, e nuovi innesti. Il ds ha poi commentato alcune operazioni, definendo Gaetano un ‘grande lavoratore utile anche per la Nazionale’ e lodando la fisicità di Kristensen. Ha inoltre svelato che l’ingaggio di Kessie è stato possibile grazie alla forte volontà del calciatore.

Per rassicurare l’ambiente, il dirigente ha ricordato l’esperienza di Sarri a Napoli nella stagione 2015-16, quando la squadra partì con 6 punti in 5 gare per poi chiudere al secondo posto. ‘Anche allora ebbe bisogno di tempo per conoscere i ragazzi e cucire l’abito giusto. So che troverà l’assetto migliore’, ha confermato.

Infine, entrambi hanno ribadito che il ‘modello Atalanta’ rimane invariato. ‘A Bergamo ho ritrovato una famiglia. Il club è cresciuto, ha un blasone diverso, ma i Percassi hanno mantenuto la stessa mentalità’, ha dichiarato Zappacosta. Giuntoli ha rafforzato il concetto, esaltando l’ambiente di Zingonia come ‘una grande famiglia’ e definendo il settore giovanile ‘una miniera’. Ha concluso sottolineando la forte connessione con i tifosi, fondamentale per il percorso della squadra.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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