CASERTA – Si attende la legge elettorale, ma sulle candidature il confronto è già aperto. Prima di definire nomi e schieramenti per le prossime politiche, a Roma si aspetta di conoscere il sistema con cui si voterà. Nel frattempo, però, alcune aree dei partiti cominciano a sostenere i propri aspiranti a uno scranno parlamentare. In Forza Italia, tra i nomi sui quali si ragiona, ci sono Veronica Biondo e Giovanni Zannini.
Per la vicesindaca di Santa Maria a Vico, una porzione degli azzurri campani considera la candidatura un modo per recuperare l’occasione perduta alle regionali. La sua corsa era stata bloccata dalla misura cautelare disposta nell’ambito di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli, nella quale le viene contestato lo scambio elettorale politico-mafioso. Prima del voto, il Riesame aveva annullato il provvedimento restrittivo, ma a quel punto lo spazio per tornare in corsa era ormai chiuso.
Sul piano giudiziario resta da capire quali saranno le prossime determinazioni della Dda: l’annullamento della misura non coincide con la conclusione dell’indagine. Sul piano politico, invece, i sostenitori di Biondo ritengono che Forza Italia abbia un credito da saldare nei suoi confronti. A rafforzarne le aspirazioni c’è anche il consenso raccolto alle comunali.
L’eventuale candidatura avrebbe però un costo negli equilibri interni. Riservare una casella alla vicesindaca significherebbe ridurre lo spazio disponibile per altre aspiranti, aprendo un confronto sulla rappresentanza femminile nelle liste. Un riconoscimento per Biondo potrebbe così tradursi in un arretramento per un’altra esponente del partito. È anche per questo che servirà tempo prima di arrivare a una scelta.
Uno scranno romano sarebbe nelle aspirazioni anche di Giovanni Zannini. Secondo le indiscrezioni politiche, la prospettiva parlamentare sarebbe stata messa sul tavolo già al momento del suo ingresso in Forza Italia e della candidatura alle regionali, accompagnata da un patrimonio di circa 30mila voti. Un’ipotesi che, per ora, resta sul terreno dei retroscena e non di un’intesa ufficialmente annunciata.
Diversa da quella di Biondo è la sua situazione giudiziaria. Zannini è indagato per corruzione, truffa e falso nella vicenda dei finanziamenti Invitalia concessi a una società del settore della mozzarella. Il Riesame e successivamente la Cassazione hanno confermato il provvedimento cautelare: resta sottoposto al divieto di dimora in Campania e nelle regioni confinanti, misura che ha comportato la sospensione dalla carica di consigliere regionale.
Forza Italia rivendica da sempre una linea garantista. La misura cautelare, dunque, potrebbe non essere di per sé decisiva nella valutazione di una candidatura del politico mondragonese, la cui responsabilità resta da accertare. A pesare saranno verosimilmente anche il consenso, gli equilibri territoriali e lo spazio disponibile nelle liste. Prima, però, occorre conoscere le regole del voto: è da quelle che dipenderà quante delle aspirazioni già emerse potranno diventare candidature.
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