MARCIANISE – Hashish e cocaina da vendere ai detenuti, smartphone pagati fino a 1.200 euro e droni modificati per trasportare i carichi oltre le mura. È il presunto circuito di rifornimenti al carcere di Santa Maria Capua Vetere al centro del procedimento per il quale trenta persone rischiano il processo. La giudice Daniela Vecchiarelli ha fissato l’udienza preliminare: in quella sede sarà esaminata la richiesta di rinvio a giudizio. Le contestazioni descrivono collegamenti tra detenuti e persone all’esterno, con incarichi diversi: procurare droga e telefoni, organizzarne l’ingresso, distribuirli nei reparti e raccogliere i pagamenti dai familiari degli acquirenti.
I reati contestati, a vario titolo, riguardano detenzione, trasporto e cessione di stupefacenti e introduzione illecita di dispositivi di comunicazione in carcere, in alcuni episodi tentata. Secondo la Procura, i rifornimenti sarebbero stati destinati ai reparti Nilo e Volturno. Persone all’esterno avrebbero curato l’approvvigionamento, la raccolta e il trasferimento dei proventi. Il denaro sarebbe arrivato anche attraverso versamenti su carte prepagate effettuati dai parenti dei detenuti acquirenti.
Droga e accessori telefonici sarebbero entrati durante i colloqui o attraverso pacchi viveri. In un episodio viene contestato anche il coinvolgimento di un minorenne nel recupero dello stupefacente, poi destinato al carcere. Accanto alla droga, l’accusa descrive un commercio di telefoni e caricabatterie rivenduti a prezzi maggiorati.
Un altro filone riguarda i droni modificati. La Procura ricostruisce preparativi per introdurre hashish, cocaina e telefoni: acquisto degli apparecchi, modifiche, reperimento dei cellulari necessari al pilotaggio e prove di volo per bilanciare il peso dei carichi.
Tra gli episodi contestati figura un rifornimento di 1,3 chili di hashish e 52 grammi di cocaina da effettuare con un drone. Altri capi descrivono forniture da un chilo di hashish. Alcuni voli sarebbero rimasti allo stadio dei preparativi: l’atto richiama anche consegne non realizzate e interventi delle forze dell’ordine.
Rischiano il processo Silvio Campana, 43enne di Pozzuoli, Domenico Antonio Carnevale, 47enne, Maria Anna Carnevale, 28enne, Vincenzo Carnevale, 43enne, tutti di Caserta, Carmela Ciacciarelli, 38enne di Castel Volturno, Biagio Cipolletta, 35enne di Parete, Giulio De Matteo, 34enne di Santa Maria a Vico, Salvatore De Matteo, 29enne di Santa Maria a Vico, Elena Di Fonzo, 34enne di Maddaloni, Agostino Di Sivo, 22enne di Gorizia, Generoso Di Sivo, 43enne di Marcianise, Gennaro Iannone, 54enne di Santa Maria a Vico; Armir Kurti, 26enne di Teano; Nicola La Rocca, 36enne di Sarno; Jessica Maglione, 32enne di Casal di Principe, Altin Markja, 43enne, e Elton Markja, 36enne, Robinson Murgu, 35enne, Luigi Nebbia, 27enne, tutti di S. Maria C.V., Mario Palumbo, 53enne di Napoli, Giuseppe Parente, 46enne di Casoria, Laura Parente, 26enne di Afragola, Michele Pecorilla, 41enne di Sessa Aurunca, Diego Perri, 41enne di Forlì, Michela Piscitelli, 34enne di Santa Maria a Vico; Gaetano Raiano, 39enne di Melito di Napoli, Luigi Roberto Sannino, 40enne di Pozzuoli, Raffaele Sarracino, 33enne di Casal di Principe, Caterina Taverna, 52enne di Santa Maria a Vico; Aymane Tazi, 27enne di Cesa.ù
Nel collegio difensivo figurano gli avvocati Nunzia Della Corte, Pasquale Daniele Delle Femmine, Franco Pepe, Elena Buonocore, Luigi Pozziello, Carlo Perrotta, Elvis Sema, Davide Pascarella, Giuseppe Siconolfi, Nicola Musone, Diego Santonastaso, Alessandro Laudisio, Rodolfo Viserta, Alfredo Santacroce, Raffaella Ianniello, Gerardo Marrocco, Miriam Natale, Clemente Mottola, Antonio Falconieri, Salvatore De Blasio, Pietro Conte, Domenico Dello Iacono, Gennaro Maione, Mario Griffo e Francesco Lettieri.
L’udienza servirà a decidere sul rinvio a giudizio. Tutti gli imputati restano presunti innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.
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