Zanetti su Messi: “Ha unito un popolo come Maradona”

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Cronache sport calcio
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L’ultima partita di Lionel Messi con la maglia dell’Argentina ha suscitato emozioni profonde, in particolare in chi ha condiviso con lui il campo e la storia della Selección. Tra questi c’è Javier Zanetti, ex capitano e attuale vicepresidente dell’Inter, che con Messi ha disputato 37 partite in nazionale.

Zanetti ha ricordato i primi incontri con un Messi giovanissimo. “Parlava poco, ma è sempre stato fenomenale”, ha raccontato il dirigente nerazzurro. Un aneddoto significativo risale a un evento di beneficenza a Rosario: “Abbiamo organizzato un match di solidarietà e c’erano 40.000 persone tutte per Leo. La sua disponibilità in queste occasioni ha sempre detto molto di lui”.

La percezione della sua grandezza è stata immediata. “Non ci voleva molto a capirlo, già dal primo allenamento si notava la sua diversità”, ha spiegato Zanetti. Era chiaro che avrebbe reso grande la nazionale argentina. “Dopo Diego, nasceva un altro genio, e ancora una volta nel nostro Paese: incredibile!”.

Il rapporto tra i due campioni si è consolidato negli anni su basi di grande rispetto reciproco. In vista di questo evento speciale, Zanetti ha preferito non contattare Messi per lasciarlo vivere con tranquillità le sue emozioni. Riguardo all’espressione “Me vacié” (mi sono svuotato) usata dal numero 10, ha commentato: “Voleva semplicemente dire ‘ho dato tutto’. Lui è il primo a sentirlo nel corpo e nella mente, per questo va rispettato”.

Il trionfo al Mondiale ha richiesto un enorme dispendio di energie, con la squadra che ha superato grandi difficoltà in ogni partita. Zanetti ha poi elogiato la resilienza del campione: “È per tutti un esempio, visto quanto ha dovuto sudare. È caduto e si è rialzato fino a portarci alla gloria”.

L’impatto di Messi, secondo Zanetti, va oltre il calcio. “Ci ha dato tantissimo, è riuscito a unire un’intera nazione”. Guardando al futuro, il vicepresidente dell’Inter ha indicato in Lautaro Martínez una figura in grado di raccogliere questa pesante eredità. “Lautaro è già un leader di questa nazionale, un riferimento per i compagni. Continuerà a scrivere la storia anche con l’Argentina, lo merita”.

Se potesse rivolgergli un ultimo messaggio, le parole di Zanetti sarebbero semplici: “Gli direi semplicemente grazie. Per le emozioni, per l’impegno, per come ci ha rappresentato nel mondo e per aver portato la nostra bandiera più in alto possibile”. Infine, un appello a chiudere il confronto con Maradona: “Basta paragoni. Loro due sono l’essenza stessa del calcio, ringraziamo solo che siano nati entrambi in Argentina”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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