Cava Iuliano, no dell’Asl

40
L'attivista Francesca Brizzi
Pubblicato il

CASERTA – L’Asl ha espresso parere sanitario non favorevole al progetto relativo alla Cava Iuliano. Secondo quanto reso noto dall’attivista Francesca Brizzi, la decisione, emessa dal Dipartimento di prevenzione (Unità operativa di prevenzione collettiva 12) nell’ambito del procedimento boccia l’intervento che avrebbe dovuto interessare l’area. Vengono evidenziate pesanti criticità sia dal punto di vista ambientale sia da quello della tutela della salute pubblica. E oggi si riunisce la Conferenza dei servizi con il compito di esaminare la richiesta della proprietà.


L’analisi condotta dall’azienda sanitaria, che ha preso in esame il fascicolo integrato dalle osservazioni presentate dai comitati locali, ha tracciato il quadro di un territorio già fortemente compromesso.
L’area in questione è infatti classificata come “Zona Altamente Critica”, gravata da frequenti sforamenti dei limiti di qualità dell’aria. Solo nel corso del 2025 si sono registrati 42 superamenti del limite giornaliero di polveri sottili PM10, con un trend negativo proseguito anche nel 2026. A pesare sulla decisione dell’Asl sono state anche le marcate carenze documentali del progetto.

Nel fascicolo presentato mancano infatti dati epidemiologici locali, una valutazione delle emissioni cumulative e dell’impatto complessivo del traffico pesante, un’analisi approfondita del rischio sanitario e un adeguato piano di monitoraggio. Tutti elementi che rendono impossibile l’attivazione della Valutazione di impatto sanitario. L’opera, secondo le valutazioni sanitarie, non configurerebbe affatto una reale riqualificazione ambientale della cava, bensì il mero riutilizzo del sito per un’attività industriale di gestione dei rifiuti.

L’insediamento industriale porterebbe a un ulteriore e non mitigato incremento dei rischi per la popolazione residente e per i cosiddetti “recettori sensibili” presenti nelle vicinanze, tra cui scuole, strutture sociosanitarie e infrastrutture idriche. L’Asl ha formalmente richiesto che questo parere contrario sia acquisito integralmente al fascicolo ed evidenziato nel verbale e nel rapporto finale della Conferenza dei Servizi fissata per oggi.


Il piano per l’area è stato depositato dalla società Recupera S.r.l. Formalmente si tratta di un “Progetto di Recupero Ambientale” finalizzato alla gestione e al riciclo di materiali inerti non pericolosi provenienti da costruzioni e demolizioni. I promotori dell’intervento affermano che l’opera sosterrebbe l’economia circolare, rivitalizzando un’area dismessa ed evitando il consumo di suolo vergine altrove. Le associazioni ambientaliste (tra cui il movimento No Cave) e la stessa Asl Caserta denunciano che, dietro la dicitura di “recupero”, si celi un mero insediamento industriale di trattamento rifiuti. Una struttura priva delle tutele necessarie per mitigare l’impatto sul quadrante logistico e atmosferico già saturo.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome