Blitz a Poggioreale: droga, furti e cibo avariato. Un arresto, 13 denunce e 380 kg di alimenti sotto sequestro

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NAPOLI – Un quartiere passato al setaccio, dove l’illegalità si annida tanto nei vicoli quanto dietro i banconi dei negozi. È il bilancio pesante di un “servizio ad alto impatto” condotto dai carabinieri della compagnia di Napoli Poggioreale, che hanno stretto in una morsa le vie della zona est del capoluogo, portando alla luce un diffuso panorama di criminalità che spazia dallo spaccio di droga alle minacce al personale sanitario, fino alle frodi alimentari. L’operazione si è conclusa con un arresto, 13 persone denunciate a piede libero, 7 segnalazioni alla Prefettura per uso di stupefacenti e un maxi-sequestro di quasi quattro quintali di alimenti.

A finire in manette è stato un 34enne del posto, volto già noto negli archivi delle forze dell’ordine. Durante una perquisizione, i militari lo hanno trovato in possesso di un campionario completo per l’attività di spaccio: una busta contenente due panetti e cinque dosi di hashish, un bilancino di precisione e tutto il materiale necessario per il confezionamento delle singole dosi. Per lui sono scattati gli arresti e si trova ora ai domiciliari, in attesa del giudizio che dovrà affrontare.

Ma la rete dei controlli ha tirato su una variegata galleria di illeciti. Un 32enne è stato denunciato perché sorpreso con un kit da ladro d’auto professionista: un dispositivo “jammer”, capace di inibire i segnali delle chiusure centralizzate, e una chiave universale. L’evasione dai domiciliari si conferma un reato diffuso: un 35enne è stato trovato tranquillamente a spasso, lontano dalla sua abitazione; un 41enne, invece, ha pensato di liberarsi del controllo tagliando di netto il braccialetto elettronico, ma è stato scoperto e denunciato anche per danneggiamento. La guida senza patente, per un 30enne recidivo nel biennio, è costata l’ennesima denuncia.

La cronaca registra anche un preoccupante episodio di violenza verbale all’Ospedale del Mare. Tre donne – una 64enne, una 60enne e una ragazza di appena 19 anni – esasperate, a loro dire, dai lunghi tempi di attesa del pronto soccorso, hanno pesantemente minacciato il medico di turno. Per loro è scattata la denuncia per minaccia a personale sanitario.

L’illegalità corre anche sul filo della corrente. I controlli, effettuati con il supporto del personale Enel, hanno smascherato numerosi “furbetti” del contatore. Tre donne di 36, 55 e 42 anni sono state denunciate per furto di energia elettrica dopo che nelle loro abitazioni è stata accertata la manomissione dei contatori. Stesso reato e stessa denuncia per due imprenditori della zona: il titolare di un ristorante e quello di un girarrosto, che alimentavano le proprie attività commerciali rubando energia alla collettività.

Il capitolo più allarmante, però, riguarda la sicurezza alimentare. I carabinieri, affiancati dal personale dell’Asl Napoli 1 Centro, hanno ispezionato un panificio in via Funicelle, trovandosi di fronte a uno scenario desolante. Le condizioni igienico-sanitarie del laboratorio sono state giudicate gravissime, tanto da far scattare un maxi-sequestro di 380 chilogrammi di alimenti, tra impasti e prodotti finiti, conservati senza alcuna tracciabilità e in totale spregio delle procedure di autocontrollo (shelf-life). All’interno è stato inoltre scoperto un lavoratore in nero. L’attività è stata immediatamente sospesa e al titolare, un 56enne, è stata comminata una sanzione di 9 mila euro. Ma non è tutto: l’uomo è stato anche denunciato per abusivismo edilizio, poiché il locale adibito a laboratorio era stato costruito senza alcun titolo abilitativo. Un’operazione, quella dei carabinieri, che ha scoperchiato un vaso di Pandora di illegalità diffusa, confermando l’impegno costante dello Stato nel ripristinare la legalità in uno dei territori più complessi della città.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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