Inchiesta sul clan Zagaria. Le relazioni di Nobis, spuntano i contatti con Antonio De Rosa

Ottantotto telefonate e inviti a casa: per i militari, segnali di familiarità

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Raffaele Nobis, Antonio De Rosa e Costantino Garofalo
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CASAPESENNA – Non semplici chiamate, quando indispensabili, ma videochiamate, ritenute più sicure. E comunque contatti ridotti al minimo, parole misurate, riferimenti criptici. È la cautela che gli investigatori attribuiscono a Costantino Garofalo e Raffaele Nobis. Un conversare talvolta enigmatico che ha richiamato l’attenzione dei carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta.

Nobis, fratello di Salvatore detto Scintilla, indicato come esponente di spicco del clan Zagaria, avrebbe avuto negli ultimi due anni, secondo la Dda di Napoli, un ruolo operativo nel gruppo, affiancando Garofalo, fidanzato della figlia, in attività ritenute illecite per conto del sodalizio. Entrambi sono in custodia cautelare in carcere nell’inchiesta sfociata la scorsa estate in otto fermi.

L’analisi ha riguardato anche contatti con persone estranee a quell’indagine, considerati dai militari utili a ricostruire il profilo di Nobis e le sue attività. Tra questi, Antonio De Rosa e Cipriano Licenza (non indagato). Il 24 ottobre 2024 De Rosa chiama Nobis per l’onomastico, gli fa gli auguri e chiede se sia tutto a posto. Nobis risponde di sì. De Rosa osserva che basta stare bene, tutto passa.

Un colloquio di auguri che i carabinieri inseriscono in un rapporto più ampio: nell’arco temporale esaminato, dal 27 ottobre 2023, contano 88 contatti telefonici, con inviti di Nobis a De Rosa a casa propria.
Per i militari, elementi di familiarità e, nella loro lettura investigativa, un ulteriore indizio della presunta appartenenza di Nobis al clan.

De Rosa era stato arrestato lo scorso marzo in una distinta inchiesta sulla fazione Zagaria, che ha coinvolto anche Carmine e Antonio, fratelli del capoclan Michele Zagaria, detto Capastorta. Gli viene contestata l’associazione mafiosa: secondo l’accusa, insieme a Giuseppe Granata sarebbe stato referente di Carlo Bianco, affiancandolo nelle operazioni illecite e nel controllo del territorio. Il Riesame ha annullato le misure cautelari disposte nei confronti di De Rosa in quel procedimento.

Tornando a Nobis, i militari hanno esaminato anche il colloquio con Cipriano Licenza, 39 anni, figlio dell’imprenditore Gennaro, coinvolto in un filone di Medea (con l’accusa di associazione mafiosa – clan Zagaria) sugli appalti regionali, soprattutto nel settore idrico, e prosciolto in primo grado. Cipriano, che ha un negozio di telefonia in via Petrillo, è nipote di Luciano Licenza, condannato in primo grado per concorso esterno e poi assolto in appello (sempre in uno dei filoni di Medea), consuocero di Elvira Zagaria, sorella del boss Michele, già condannata per mafia.

La telefonata è del 29 ottobre 2024. Nobis chiede quando potranno prendere il “telefono”. Licenza attende notizie da un terzo e dice di aggiornare sia lui sia Costantino. Nobis gli chiede di parlare soltanto con lui: l’apparecchio serve alla figlia per lavorare. Licenza parla di display Samsung ordinati ma non arrivati, di solleciti quotidiani e di una persona a Mondragone.

I carabinieri si soffermano sul mancato riferimento al nome del terzo e ipotizzano un significato diverso del colloquio. Una lettura investigativa che, sia chiaro, non costituisce un accertamento di illiceità. L’attività commerciale di Licenza offre però un contesto concreto ai riferimenti al telefonino, ai ricambi e ai tempi di consegna, compatibili con una normale richiesta relativa a un apparecchio. Cipriano Licenza non è indagato ed è estraneo all’inchiesta su Nobis e Garofalo.

Quanto a Nobis, il Riesame ha annullato la misura per l’associazione mafiosa, confermandola per le altre contestazioni. Tutti gli indagati sono da ritenere innocenti fino a un’eventuale condanna irrevocabile.

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