Pd, pochi seggi e tanti aspiranti: in Campania scatta la corsa a Roma

Graziano verso il posto da capolista a Caserta, Piero De Luca a Salerno. L’ipotesi Fortini agita gli equilibri: tutti i nomi e i retroscena delle trattative.

377
Alcuni dei possibili candidati alla Camera del Pd
Pubblicato il

CASERTA – Le regole del gioco, ora, ci sono. Sono state messe nero su bianco e può cominciare la battaglia per i posti. Con il via libera definitivo alla nuova legge elettorale per Camera e Senato, il Pd campano accelera sulle candidature.
I seggi sono pochi, gli aspiranti molti: chi vuole conservare il proprio, chi tenta il salto verso Roma e chi cerca una collocazione nel partito prima che si chiudano le liste.

Mentre i vertici nazionali dem si scervellano a Roma per trovare la quadra con pentastellati, socialisti, Avs e renziani e decidere chi guiderà il ‘campo largo’ nella sfida a Giorgia Meloni, a Napoli comincia a prendere forma un primo schema di candidature.
Secondo le indiscrezioni, ci sarebbe già un’intesa di massima sui nomi da schierare. A guidare la trattativa è soprattutto la distinzione tra le posizioni da capolista e le candidature affidate alla raccolta delle preferenze.

La riforma approvata definitivamente l’8 ottobre supera il sistema misto del Rosatellum. Spariscono i collegi uninominali. Si voteranno le liste dei partiti, con capilista bloccati e fino a tre preferenze, rispettando l’alternanza di genere. La lista o coalizione più votata ottiene il premio di maggioranza solo se supera il 42 per cento sia alla Camera sia al Senato e risulta prima in entrambe. Altrimenti i seggi vengono distribuiti in proporzione ai voti.

Da qui i calcoli sulle candidature: con il premio aumentano i posti per chi vince. Per il Pd conterà anche il proprio risultato: più voti raccoglie, più candidati potrà portare in Parlamento.

Per Napoli e provincia, tra i nomi indicati per le posizioni di capolista (nella corsa alla Camera dei deputati) ci sono Marco Sarracino e Josi Della Ragione. Il sindaco di Bacoli sarebbe il candidato su cui punta l’area vicina alla segretaria nazionale Elly Schlein. A misurarsi con le preferenze sarebbe invece Luca Mascolo, presidente dell’Ente Idrico Campano. A sostenerne la corsa, secondo i retroscena, sarebbe il vicepresidente della Regione Mario Casillo. Per Mascolo si tratterebbe di trasformare in consenso elettorale i rapporti costruiti con amministratori e territori.

La competizione interna, però, potrebbe allargarsi. Tra i nomi che circolano ci sono Assunta Tartaglione, presidente del Pd metropolitano di Napoli, e Alessandra Clemente. Anche per loro l’eventuale elezione sarebbe legata alla capacità di raccogliere preferenze e a un risultato del partito sufficiente a far scattare ulteriori seggi.

Le nuove regole spingono intanto le formazioni più piccole a cercare accordi. Restano la soglia ordinaria del 3 per cento per le liste e quella del 10 per cento per le coalizioni; aumenta inoltre il numero delle firme richieste a chi non beneficia di esoneri o condizioni agevolate.

In questo quadro si colloca il percorso comune tra Avanti Psi e Progetto Civico Italia, la formazione promossa da Alessandro Onorato. L’avvicinamento serve a costruire uno spazio politico e a rendere meno onerosa la presentazione delle candidature.
Per molti aspiranti parlamentari, però, la strada più appetibile resta l’ingresso nei partiti maggiori. E nel Pd campano il caso più delicato potrebbe diventare quello di Lucia Fortini. La consigliera regionale, eletta con A testa alta, vorrebbe passare nei dem e, secondo le indiscrezioni, candidarsi alla Camera. Un’operazione che troverebbe una sponda anche nel segretario regionale Piero De Luca. Qui emerge il retroscena su Casillo. Il vicepresidente della Regione sarebbe contrario a un successivo ingresso di Fortini nel gruppo consiliare regionale del Pd qualora la corsa parlamentare non si concludesse con l’elezione. Una posizione che, se confermata, renderebbe più complessa la trattativa: la candidatura a Roma e la collocazione politica a Napoli diventerebbero due aspetti dello stesso accordo.

L’ipotesi Fortini avrebbe inoltre suscitato malumori in Enza Amato. Prima dei non eletti del Pd alle Regionali nella circoscrizione napoletana, Amato guarda alle eventuali uscite degli eletti come a una possibilità di entrare in consiglio regionale. Il passaggio in Parlamento di un consigliere eletto nella sua stessa lista potrebbe aprire uno spazio; l’elezione di Fortini, proveniente da un’altra formazione, non produrrebbe lo stesso effetto.

Le candidature diventano così anche una partita sugli equilibri regionali. Per Piero De Luca, favorire nuovi ingressi potrebbe significare rafforzare la propria posizione nel partito. Per Casillo, le scelte parlamentari si intrecciano con il peso del gruppo dem in Regione. Per chi attende un subentro, ogni decisione può aprire o chiudere una prospettiva.

Un passaggio importante sarà l’appuntamento di Montepulciano, previsto dal 23 al 25 ottobre. Torneranno a riunirsi le aree che fanno riferimento a Dario Franceschini, Andrea Orlando e Roberto Speranza, il cosiddetto ‘correntone’ a sostegno di Schlein. Il confronto riguarderà la strategia del Pd e la costruzione dell’alternativa di governo con gli alleati. In questa componente si colloca anche Stefano Graziano, indicato, salvo cambiamenti, come il nome destinato alla posizione di capolista nel Casertano. A Salerno, invece, lo schema delineato dalle indiscrezioni vede Piero De Luca in testa alla lista.

L’intesa campana avrebbe dunque già alcuni punti fermi, ma resta da trasformarla in candidature ufficiali. Le ambizioni sono numerose e le strade sono entrambe contese: conquistare una posizione da capolista oppure imporsi con le preferenze. Nel Pd la corsa è già cominciata.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome