Milan, partenze lente: nessuno eguaglia i punti di Pioli

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Cronache Mercato
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Da quando Stefano Pioli ha lasciato la panchina, il Milan ha mostrato una preoccupante tendenza a iniziare il campionato con il freno a mano tirato. La nuova guida tecnica di Rúben Amorim non ha invertito la rotta: nelle prime sei giornate, la squadra ha raccolto solo 12 punti, frutto di tre vittorie e altrettanti pareggi. Un avvio che ricalca le difficoltà delle annate precedenti.

Il confronto con il passato è impietoso e riporta inevitabilmente al tecnico dell’ultimo Scudetto. Pioli, che nel maggio 2024 ha concluso la sua avventura rossonera, ha lasciato un’eredità pesante in termini di performance iniziali. Nessuno dei suoi successori è riuscito a eguagliare il suo ritmo nelle prime fasi del torneo.

Le cifre parlano chiaro. Durante la sua gestione, Pioli ha inaugurato i campionati con sequenze di punti come 16, 16, 14 e 15. Un rendimento mai più replicato. Nella stagione passata, Massimiliano Allegri ha ottenuto 13 punti nello stesso arco di partite, mentre Paulo Fonseca, nell’autunno 2024, si è fermato a 11. Stesso bottino di Sérgio Conceição nelle sue prime sei panchine dopo essere subentrato al connazionale.

Questa inversione di tendenza, registrata per la terza edizione consecutiva della Serie A, solleva interrogativi profondi. Il problema non sembra legato al singolo allenatore, ma a una dinamica strutturale che limita le ambizioni del club. Il distacco dall’Inter capolista, che ha già accumulato un vantaggio di 4 punti, non è ancora incolmabile, ma rappresenta un primo, significativo segnale d’allarme.

L’appiattimento delle prestazioni stride con gli sforzi economici compiuti dalla società. Prendendo in esame le ultime tre annate, gli investimenti sul mercato per 139, 170 e 165 milioni di euro non hanno prodotto il salto di qualità auspicato. Anzi, il rendimento della squadra sembra essersi stabilizzato su un livello inferiore rispetto al passato, ponendo dubbi sull’efficacia della strategia complessiva.

Il risultato è un Milan che, pur rimanendo competitivo per un piazzamento nelle coppe europee, fatica a inserirsi stabilmente nella lotta per il titolo. Un paradosso che né il cambio di guida tecnica né le ingenti spese sul mercato sono riusciti, per ora, a risolvere.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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