Due vittorie, tre protagoniste e un gruppo che comincia a riconoscersi nelle proprie differenze. L’Unitiva Napoli Women Basketball ha inaugurato il campionato di Serie A2 con il successo su Umbertide, 73-70 dopo due supplementari, e l’impresa esterna contro Matelica, battuta 79-64. Samira Berrad, Emilia Kośla ed Evelyn Ovner raccontano tre modi diversi di incidere sul gioco e una squadra che, sotto la guida di Cristian Braidotti, sta costruendo la propria identità.
Samira Berrad, la regia che dà equilibrio
Nel basket, dirigere non significa soltanto portare il pallone oltre la metà campo. Significa leggere gli spazi, riconoscere il momento in cui accelerare e mettere le compagne nelle condizioni migliori per esprimersi. Samira Berrad, playmaker classe 2000, è una delle figure centrali del nuovo progetto azzurro.
Arrivata dal San Salvatore Selargius, porta esperienza e capacità di gestione. Contro Umbertide ha firmato 13 punti e otto assist, risultando determinante anche nel finale del secondo supplementare. A Matelica ha aggiunto 15 punti e cinque assist, confermando la propria importanza nella costruzione offensiva. Il suo valore non si esaurisce nelle statistiche: Berrad è chiamata a dare ordine a un organico assemblato durante l’estate, nel quale esperienze e caratteristiche differenti devono trovare un linguaggio comune.
Emilia Kośla, l’esordio che lascia il segno
La guardia polacca Emilia Kośla ha impresso subito il proprio marchio sulla stagione. Contro Umbertide ha realizzato 24 punti, catturato 12 rimbalzi e recuperato sei palloni, offrendo una prestazione di notevole completezza. Non soltanto punti, dunque, ma presenza fisica, aggressività difensiva e capacità di incidere in più aspetti della partita. Il suo percorso nella pallacanestro polacca, tra campionato nazionale ed esperienze europee, costituisce un bagaglio prezioso per una squadra ancora in fase di assestamento. A Matelica, tuttavia, Kośla è rimasta indisponibile nonostante la presenza in panchina, dopo una settimana complicata anche da problemi di salute nel gruppo. La vittoria senza il suo contributo sul parquet ha offerto un’indicazione importante: il Napoli dispone di alternative capaci di assumersi responsabilità offensive. Per Kośla, la sfida sarà ora trasformare l’impatto dell’esordio in continuità.
Evelyn Ovner, l’esperienza internazionale al servizio di Napoli
Se Kośla aveva illuminato la prima giornata, a Matelica la scena è appartenuta a Evelyn Ovner. L’ala svedese, classe 1993, ha chiuso con 20 punti, realizzando tutte e tre le conclusioni tentate dall’arco. Una prestazione decisiva per sostenere il successo esterno delle partenopee. Il suo curriculum comprende esperienze in diversi campionati europei e la partecipazione all’EuroCup con il KSC Szekszárd ungherese. Nella seconda parte della scorsa stagione ha inoltre vestito la maglia di San Giovanni Valdarno, contribuendo al percorso della formazione toscana fino alla finale promozione. Dopo i sette punti dell’esordio, Ovner ha risposto con una prova di grande efficacia proprio in una partita nella quale mancava Kośla. La sua capacità di garantire punti senza monopolizzare il gioco rappresenta una risorsa significativa per Braidotti.
Grattini, Chiovato e Camporeale: il contributo delle italiane
La costruzione del Napoli Women non si esaurisce nelle tre protagoniste straniere e nella regista azzurra. Le italiane stanno offrendo risposte concrete, ampliando le soluzioni a disposizione dello staff tecnico. Chiara Grattini ha realizzato 14 punti a Matelica, trovando precisione dall’arco e contribuendo alla continuità offensiva della squadra. Federica Chiovato, napoletana classe 2004 ed ex della formazione marchigiana, ha aggiunto 11 punti, gli stessi firmati da Chiara Camporeale. Sono contributi che assumono particolare valore in una squadra chiamata a distribuire le responsabilità. Accanto a loro, Allegra Botteghi, Nicole Leghissa e le giovani del roster completano un organico nel quale esperienza e prospettiva dovranno alimentarsi reciprocamente.
Ragusa, il primo esame per misurare le ambizioni
Le prime due vittorie hanno consegnato entusiasmo e indicazioni incoraggianti, ma sarebbe prematuro trarne conclusioni definitive. Il campionato è appena iniziato e il lavoro di amalgama richiede tempo, soprattutto per una formazione rinnovata in profondità. Domenica 18 ottobre, alle 20, l’Unitiva Napoli Women ospiterà la Passalacqua Ragusa all’Alcott Arena. Una sfida di livello, contro una formazione considerata tra le principali candidate alla promozione, che offrirà un primo banco di prova significativo. La questione centrale non sarà soltanto confermare il risultato, ma verificare la capacità di mantenere equilibrio quando cambiano le protagoniste. Berrad può dettare i tempi, Kośla aggiungere energia e punti, Ovner assumersi responsabilità realizzative: il salto di qualità arriverà quando queste risorse diventeranno parti complementari dello stesso progetto. Per il Napoli Women, la nuova identità passa da qui: non dalla somma delle individualità, ma dalla capacità di trasformare percorsi differenti in una forza collettiva.



